LA DOSE STAVOLTA NON ERA BUONA

Quello che ci è toccato leggere sul pur autorevole quotidiano di Confindustria (ma una controllatina, chi ha passato il pezzo avrebbe dovuto darla) ha dell’incredibile e ci sarebbe da ridere, se non si trattasse di questioni drammatiche.
Il senatore a (lunga) vita Emilio Colombo, l’ideatore del famoso pacchetto delle cui conseguenze portiamo ancora i segni, è noto per …l’aiutino chimico, a base di polverina bianca, cui fa ricorso per tenersi sù e per lenire imprecisati dolori, non sappiamo in quale parte del corpo.
Confondendo attributi maschili per lampioni, l’ex presidente del Consiglio al tempo della sciagurata rivolta per il capoluogo, della quale paghiamo ancora lo scotto, ricorda come ebbe l’idea di…regalare alla Piana di Gioia Tauro il quinto centro siderurgico italiano, che non è stato mai realizzato, a parte il porto, che è l’unico “omaggio” gradito del Governo.
Nel suo famoso pacchetto, inoltre, era compresa la Liquichimica di Saline Joniche, altra cattedrale nel deserto. Tra Centro siderurgico e impianto chimico, la nostra provincia, sui due versanti, sarebbe diventata in breve tra le più inquinate del Paese.
Ancora più confuso (evidentemente la “roba”non era del solito fornitore) Colombo si attribuisce il merito di aver salvato il nostro Lungomare dall’orrenda cortina di ferro costituita dai binari della ferrovia. Non avrebbe fatto meglio se si fosse informato, magari telefonando sulla Jonica ai suoi ex fedelissimi?.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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