MANDATE UNA CARTOLINA A RICCARDINO, "MAMMA" VIRGINIA SARA’ FELICE

La storia che voglio raccontare ai miei sempre più numerosi lettori, che non finirò mai di ringraziare, è quella di Riccardino che non è, come si potrebbe pensare, un bambino come tanti. Si tratta, invece, di un bel bambolotto, di quelli che parlano e muovono gli occhi, insomma.
Tutto nasce dall’incontro tra Gianni Elsner, l’attore, ex deputato radicale, l’animatore di Radiosei, e un rinomato pasticciere di Rieti, Francesco Martinelli che, portando ad Elsner, personaggio notissimo e ancora assai rimpianto nella Capitale, una torta sacher, a lui particolarmente gradita in quanto altoatesino, entrò in amicizia con il conduttore principe della radio romana.
Le visite divennero sempre più frequenti, le torte arrivavano, il rapporto tra il buon Gianni e la famiglia Martinelli si è trasformato in sincera amicizia. Il pasticciere ha una figlia, Virginia, che è una ragazza sensibilissima, ma ha dei problemi. Andando avanti con l’età la ragazza, diventata donna, ha sentito dentro di sè prepotente il desiderio di diventare mamma, come del resto natura vuole. A questo punto, è entrato in scena Riccardino, il pupazzo che vedete effigiato qui sopra: lui è diventato il “figlio” di Virginia che lo cura, lo veste, gli dà persino le medicine, insomma, fa la mamma a tempo pieno.
A Gianni Elsner venne in mente qualcosa di straordinario: per fare ancora più felice Virginia che “crede” Riccardino un suo bambino, ha cominciato a spedire all’indirizzo di casa Martinelli (Via Sandro Pertini 327, 02100 Rieti) qualche cartolina, non solo da Roma, ma dovunque lui si recasse, in vacanza o per seguire l’amata Lazio.
Poi, la valanga: a centinaia gli ascoltatori di Radiosei, in particolare della seguitissima trasmissione “Te lo faccio vedere chi sono io”, cominciarono ad inviare da ogni parte le cartoline indirizzate a Riccardino, e gli addetti all’ufficio postale di Rieti furono ben felici di sobbarcarsi ad una razione supplementare di lavoro.

Anche adesso che Elsner non c’è più, Riccardino continua a ricevere le cartoline e Virginia è felice, dimentica i suoi problemi e vive la straordinaria avventura di mamma tutta particolare. Una storia che commuove e ci fa riscoprire i buoni sentimenti, nel momento in cui la cronaca ci offre ogni giorno terribili notizie che riguardano proprio i bambini, e non quelli giocattolo. Una cartolina a Riccardino la manderò anch’io 

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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