LA CALABRIA FRANA SULLA SUA CLASSE POLITICA

Le drammatiche immagini della gigantesca frana di Maierato hanno riportato l’attenzione di tutto il mondo sulla Calabria, riaprendo antiche ferite su una terra che già moltissimi anni fa Giustino Fortunato, meridionalista anti litteram, aveva descritto come uno “sfasciume pendulo sul mare”.
Quel mare che, dall’alto delle colline di Maierato, a pochi chilomentri da Vibo e da Tropea, le “regine” del turismo estivo, s’intravede, nelle giornate di cielo chiaro all’orizzonte si stagliano le Eolie.
Le notizie s’accavallano, è un tragico bollettino dalle cinque province calabresi, proprio nei giorni in cui la classe politica è in tutt’altre faccende affaccendata: il presidente uscente, e forse purtroppo rientrante, l’ineffabile Agazio Loiero, sorride dalle pagine del suo giornale preferito, dopo aver vinto le primarie. Non è stato quel plebiscito che i suoi corifei si erano affrettati ad annunciare, addirittura oltre l’ottanta per cento, ma non è andata così, è stata veicolata una immagine distorta della realtà, tanto quegli allocchi dei calabresi sono abituati ormai a credere a tutto.
Ma, come dice un antico proverbio, il diavolo spesso ci mette la coda e il clima trionfalistico è stato turbato dall’ennesima disgrazia abbattutasi a pochi chilometri dal “regno” di Loiero e soci.
Ci si aspettava, a questo punto, l’arrivo del presidente Berlusconi, accompagnato da Bertolaso, l’uomo delle emergenze, ma il primo era impegnato nella presentazione delle “ragazze” candidate alle Regioni, l’altro a difendersi su tutti i canali e su tutti i giornali, della Calabria qualcuno si occuperà, come a Cavallerizzo, come in tanti altri posti.
Tra il fango e le macerie la gente s’aggira smarrita, sola di fronte al dramma, qualcuno porterà forse da mangiare e da bere, l’estate non è molto lontana, si può vivere anche in tenda.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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