ANTONIO MORABITO, DA GALLINA ALLA FARNESINA

Non ha nascosto l’emozione, Antonio Morabito, diplomatico di carriera, nel ricevere, nella sua città, uno dei premi più prestigiosi, il “bergamotto d’oro” del Lions, riconoscimento riservato a personalità che hanno onorato la loro professione, senza “dimenticare” la regginità.”Il vostro apprezzamento per ciò che nella mia carriera diplomatica ho provato a fare -ha detto Morabito nel suo intervento di ringraziamento- rappresenta per me un grande incoraggiamento. Come diplomatico -ha aggiunto- ho cercato di assolvere le missioni assegnatemi con senso dello Stato. Ho avuto la fortuna di conoscere personalità e genti di molti Paesi che mi hanno ospitato, nonchè strutture dei governi locali. E’ stato fondamentale entrare, immergersi, radicarsi, nelle realtà di quei Paesi, stabilire rapporti, recependo le esigenze, i desideri, i bisogni delle persone e stabilire in modo chiaro anche le necessità dell’Italia, trovando accordi e soluzioni praticabili per le varie situazioni.
Durante le esperienze all’estero (Morabito è stato, tra l’altro, in Indonesia, Argentina, Iran) ho sempre ricordato -ha aggiunto- le mie origini, ho sempre portato con me i valori della mia terra, mi accompagna quella caparbietà che ravviso in tutti i conterranei che incontro all’estero.”
Antonio Morabito va ad aggiungersi alla folta schiera di personalità che, negli anni, hanno visto assegnato dal Lions club il prestigioso riconoscimento, un premio che resta tra i pochi d’autentico valore, nella miriade di manifestazioni che, ogni estate, vedono presenti in Calabria e nella nostra città personaggi “catapultati” e che nessun merito hanno se non quello di aver fatto soltanto il loro dovere.
Il diplomatico reggino doc, è nato nel rione collinare di Gallina ed ha avuto una profonda educazione cattolica: tra gli incarichi più recenti, quello di componente l’ufficio del consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio.
Non sono mancate, per lui, le occasioni di incontri con i grandi della terra, da Fidel Castro a Katami, ai presidenti di Cina, Indonesia, Corea, Argentina e Brasile.
Negli anni più recenti ha dedicato la sua attività al campo della comunicazione, strumento essenziale nella società globale, prima alla cooperazione allo sviluppo, poi nella promozione della cultura e della lingua italiana all’estero.
“Il premio che ho ricevuto -ha dichiarato- mi incoraggia a continuare nel portare in alto l’immagine dell’Italia e della Calabria, questo “bergamotto d’oro” lo considero un pegno per un maggiore impegno civile, sociale, umano e spirituale quale vincolo di sentimenti e di ideali con la città di Reggio e con i Lions”.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

Una opinione su "ANTONIO MORABITO, DA GALLINA ALLA FARNESINA"

  1. bene, se ti va iniziamo col parlare di vino, ho visto i tuoi interessi..io corro ma mangio e soprattutto cerco di bere bene.tu cosa prediligi , ad esempio tra i rossi ?ciao

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