Sinceramente, non me l’aspettavo. Dopo tanti anni di carriera, momenti esaltanti dal punto di vista professionale, ritenevo di poter dormire tranquillo, come si dice, sugli allori, ora che mi posso godere la meritata, lasciatemelo passare, pensione.
La mia noticina, buttata giù con sentimento, dopo le ore trascorse ad ascoltare Radio Rock, è stata apprezzata da decine e decine di persone che sono “entrate” nel mio blog, e la cosa, non ve lo nascondo, mi ha commosso.
Prima o poi vorrò conoscerli, gli amici di Radio Rock, e potrò parlare con loro anche della mia esperienza radiofonica, essendo stato, nel lontano 1976, quando le emittenti private venivano chiamate “libere”, tra i fondatori d’una radio di Reggio Calabria (Touring 104) e per un ventennio anche il direttore.
Ringrazio anche coloro che hanno voluto lasciare dei commenti, li conserverò tra i più graditi ricordi: sappiate, amici di Radio Rock, che dalla indimenticabile notte tra domenica 5 e lunedi 6 aprile del 2009, sono diventato un vostro assiduo ascoltatore. In questa tragica occasione, il cittadino comune, il cosiddetto uomo della strada, s’è accorto di quanto importante sia il ruolo che l’emittenza radiofonica continua a svolgere, nonostante l’incalzare di internet, Facebook e altre diavolerie simili. La radio continuerà a vivere sempre, anche quando i giornali non saranno più in edicola, ma ce li porteremo con noi, su quegli aggeggi complicatissimi che già vedo in mano ai miei figli. Lunga vita a Radio Rock, per me resta la voce d’una notte in cui la natura ha dato all’uomo un avvertimento del quale, nel nostro impegno quotidiano, qualsiasi cosa facciamo, dobbiamo tenere conto. Sperando che, da lassù, qualcuno ci ami.
P.S. Mentre scrivo, un’altra scossa. Penso a quei poveracci dell’Abruzzo e posso solo dire: coraggio!
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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Nell\’impossibilità di rispondere a tutti coloro che hanno parlato di quella notte,vorrei approfittare di questo spazio per un ringraziamento generale.Grazie per quello che è stato detto,grazie per tutto ciò che avete fatto e state continuando a fare perchè senza il vostro aiuto noi da soli avremmo potuto fare ben poco(tra qualche ora partirà la seconda spedizione per l\’Abruzzo di quella che è stata ribattezzata la carovana rock).In conclusione un ringraziamento in particolar modo a Franco Calabrò per averci citati nel suo blog e per il modo in cui l\’ha fatto(n.b.:il mio collega si chiama MarGus,non Marco),anche se gli eroi non siamo certo stati noi…Buon lavoro a tutti ed ancora grazie.Loredana Liguori,RadioRockRoma
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