Ormai i miei affezionati lettori lo sanno, sono molto superstizioso. Stavolta, la conferma alle mie credenze piuttosto pagane, per un cattolico convinto quale sono, è venuta da una intervista che il tecnico trombato dopo poco più di un mese, il baffuto Bepi Pillon, ha rilasciato in Toscana sulla imminente partita tra la Reggina, sulla cui panchina ha concluso ingloriosamente la sua avventura, e la Fiorentina.
Ebbene, come ricorderà chi lo ha letto su Strill, (a proposito, complimenti all’allegra brigata di Giusva Branca, andate fortissimo) Pillon ha pronosticato, senza ombra di dubbio, che sarebbe finita in pareggio, come purtroppo è stato.
A giudicare da quanto è accaduto in campo, tra rigori non dati, palloni non entrati nella porta avversaria come se una mano maligna ne avesse deviato la traiettoria all’ultimo istante, c’è da credere alle doti…iettatorie di Pillon. Insomma, come si dice con una efficace espressione dialettale, ‘nda jettau. E dire che da tempo non c’è più un collega che godeva della triste fama di menagramo, ma a quanto pare è stato sostituito da un altro che ha già dato prova delle sue “doti” di iettatore d’alto livello. Il sale, i cornetti nascosti, le grattatine nelle parti basse, finora questi accorgimenti non hanno funzionato. Speriamo che non gli venga l’idea di farsi una passeggiata a Lecce, altrimenti sarebbero guai. Il nome mi guardo bene dal farlo, potrebbe accadermi qualcosa di serio, ho già sperimentato i poteri di questo individuo.
E che nessuno s’azzardi a chiedere un’intervista a Pillon!.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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