
Metti una tiepida sera di Novembre in via Margutta, una tipica nottata romana, con le sue luci, le sue feste, gli eventi mondani. L’occasione è data dall’inaugurazione della mostra, nella galleria “Monogramma”, di un artista lombardo, Ottavio Fabbri, che, stando a quanto ne hanno scritto critici d’arte di grande spessore, sembra venire dallo spazio.
Il titolare della galleria, nella strada degli artisti, un tempo frequentata da Guttuso, Rosai, Novella Parigini, e tanti altri, è un reggino, Giovanni Morabito, altro “emigrato di lusso” nella Capitale dove si è trasferito ormai da tredici anni.
A Reggio, Giovanni Morabito è stato animatore d’iniziative artistiche di grande livello, la sua galleria in via Aschenez è stata la meta di pittori e scultori notissimi: Giovanni è stato anche un antesignano delle aste televisive, da una emittente locale. Poi, il salto a Roma, la grande avventura, la rapida affermazione in un mondo per lui pressoché sconosciuto. E venerdì sera ne abbiamo avuto la conferma al vernissage di Fabbri, con presenze importanti del mondo artistico, intellettuale, imprenditoriale, della Roma che conta, insomma.
C’eravamo anche noi, assieme a Renzo Arbore, Elsa Martinelli, il principe di tutte le feste romane, Carlo Giovannelli, Marta Marzotto, belle signore, rappresentanti della stampa, tanti fotografi a caccia di personaggi.
Ottavio Fabbri vanta uno straordinario curriculum, ha portato le sue opere in tutto il mondo. “Ho già visto i dipinti di Fabbri nello spazio” ha detto Buzz Aldrin, componente l’equipaggio della missione Apollo 11 sulla luna.
E Federico Zeri ha esclamato: “Violenti, quasi arroventati, i colori ardono con l’intensità dei simboli, con l’aggressività di un esplosivo microcosmo”.
E l’artista, di fronte ai tanti ammiratori nella galleria di un reggino che fa onore alla sua città, commenta:” Siamo fatti di polvere, ma è polvere di stelle”.
Ma Giovanni Morabito non si ferma qui, tra giorni inaugurerà all’istituto italiano di cultura a Londra una collettiva degli artisti Giuseppe Amorese, Enrica Capone, Vincenzo Ceccato, Luigi Menichelli, la reggina Angela Pellicanò, e Paolo Viterbini.
Coadiuvato dal figlio Gianluca, promettente giornalista, che gli cura l’ufficio stampa, il gallerista reggino organizzerà anche quest’anno “Mille bambini a Via Margutta”, evento di beneficenza che ha come madrina Maria Grazia Cucinotta.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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