In questi giorni non è raro assistere nelle acque dello Stretto, al continuo vai e vieni delle caratteristiche imbarcazioni che praticano un genere di pesca assai antico, che mantiene tuttora un fascino incredibile. In cima all’albero maestro uno o due uomini, cui tocca il compito più difficile, quello di individuare i pesci spada che molto raramente nuotano in superficie, ci vuole un occhio allenato per scorgerli e dare il segnale a chi, sulla passerella, è pronto con la fiocina. E appena il segnale arriva, con le indicazioni al timoniere sulla rotta da seguire, la caccia ha inizio, spesso per ore. Mi è capitato giorni fa nel tratto di mare antistante Cannitello, di osservare uno degli spettacoli più emozionanti, la danza dell’amore del maschio che segue la femmina, per miglia e miglia, in attesa di conquistarla. Quando la micidiale fiocina colpisce, e non gli dà scampo, uno dei due pesci, se è il maschio, la femmina prosegue la sua corsa seguendo l’istinto di conservazione. Se è la femmina a dibattersi, mentre il sangue scorre e viene tirata sotto bordo, il maschio la raggiunge e improvvisa una sorta di danza, non accorgendosi che è venuta anche la sua ora. In pochi istanti le acuminate lame gli squarciano le carni. Un sacrificio d’amore per entrambi che andranno a rifornire le cucine di alberghi e ristoranti, e anche le pescherie dove in pochi rinunciano alla tradizionale fetta alla griglia, ai deliziosi involtini, al sugo saporitissimi. Assistere a uno spettacolo del genere, che certamentee gli animalisti non amano, provoca una forte emozione, come nei drammi del teatro e della letteratura quando amore e morte diventano la stessa cosa. In questi giorni la caccia continua per ore e ore nel mare che in certi momenti assume colori irripetibili che nemmeno artisti di fama hanno saputo riproporre sulla tela, un miracolo che avviene ogni giorno.
23Giovanni Tedesco, Giovanni Bova e altri 21Commenti: 4Condivisioni: 1Mi piaceCommentaCondividi
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Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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