Si chiama “Diziodiario”, ma non è nè un diario e neppure un dizionario: E’ la storia di dieci anni vissuti intensamente, specialmente se l’autore è qualcuno che di professione fa il magistrato.
Vincenzo Gaetano Capozza, calabrese a Roma, come tanti altri “deportati” per studio o per lavoro nella Capitale, ha fatto un lavoro certosino, annotando, anno per anno, giorno per giorno, citazioni di personaggi e autori vari, di ogni nazionalità, aforismi, riflessioni personali.
Capozza, “Enzo” per gli amici, ha già alle spalle una lunga carriera in magistratura, con importanti incarichi sia nel civile che nel penale. Tra l’altro, è stato anche componente d’una commissione degli esami di Stato per i giornalisti professionisti della quale facevo parte anche io, ed è lì che ci siamo conosciuti e tra di noi è scattato quello che si chiama colpo di fulmine, una sintonia che ci ha portato negli anni a tenerci in contatto con rare ma sempre gradite visite. Una di queste ha cadenza annuale quando il nostro, che è anche un appassionato di fotografia, pubblica un calendario, molto apprezzato e che ama donare agli amici e ai colleghi.
Il suo momento di grande notorietà l’ha avuto di recente, quando ha presieduto il processo in Assise, per la morte di Stefano Cucchi, con sul banco degli imputati appartenenti all’Arma dei carabinieri. Capozza ha ricevuto unanimi consensi per l’equilibrio, la saggezza, la delicatezza che il caso richiedevano con cui ha condotto in porto una vicenda che per anni ha tenuto desta l’attenzione dell’opinione pubblica.
Eppure, nonostante la mole di lavoro che ogni giorno lo tiene inchiodato al palazzo di giustizia, Enzo Capozza continua a trovare il tempo per aggiornare questa sua creatura, di oltre cinquecento pagine, per i fortunati, ed io sono tra questi, che ne sono in possesso, è diventato una abitudine quotidiana. Ogni giorno, in quelle pagine, è il racconto di un viaggio lungo due lustri tra i pensieri degli altri, e come sottolinea lo stesso autore, i suoi “brevi pensierini”.
Il Diziodiario è diventato ormai un ospite fisso del mio comodino, della valigia, se sono in viaggio o nella casa al mare. E ogni giorno è una boccata d’ossigeno. un momento lieto che aiuta a ben iniziare la giornata. La mia non può e non deve essere una recensione, che sarebbe praticamente impossibile, ma una testimonianza dell’amicizia che ci lega, speriamo ancora per lungo tempo.