E’ un periodo fecondo per il noto artista che tra qualche giorno concluderà la sua performance dedicata al paese del Reatino cui lo legano ricordi di vita e esperienze entusiasmanti. Un successo senza aggettivazioni quello che ha accompagnato l’esposizione di lavori, alcuni dei quali appartenenti a collezionisti privati, nelle sale di banca Fideuram Invest a Roma. Un omaggio, questo che D’Orazio ha voluto fare al paese martoriato dal terremoto, dove ha vissuto a lungo e ogni estate regalava ai tanti visitatori, dipingendo all’aperto, scorci di un angolo della Sabina tra i più suggestivi di quella provincia rurale che conserva usi e costumi antichissimi.
Paesaggio del Maestro D’Orazio
Nel mentre la mostra romana volge al termine, Fausto non ha voluto mancare al tradizionale appuntamento con via Margutta, una manifestazione che vede presenti nella strada del centro di Roma nota come la via degli artisti, pittori che non rinunciano, come D’Orazio, a portare fuori dagli atelier i loro lavori, aprendosi al pubblico non solo romano. Anche stavolta Fausto non ha voluto discostarsi da quelle che sono le sue caratteristiche, che ne fanno, come ama definirsi, un “artigiano del colore” con i suoi caratteristici fasci di luce che come sentieri luminosi, attraversano l’opera. Anche le rovine delle case di Amatrice che, autentiche ferite, emanano sentimenti dolorosi, diventano arte viva quasi a voler rinnovare lo strazio di ore di terrore e morte. Amatrice vive e vivrà ancora nelle tele di D’Orazio e sarà la memoria per chi ha perduto tutto tranne la speranza.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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