QUANDO LA LUCE INSEGUE L’AURORA SUI PRATI DELLA SERA NELLE LIRICHE DI GIUSEPPE LIBERTO

Vivere è ricominciare la vita ad ogni istante. Non si tratta di uno slogan o di una frase buttata giù per voler sottolineare come in questi tempi difficili sia faticoso cominciare le proprie giornate.
Sono i versi di una delle liriche che monsignor Giuseppe Liberto, uomo di Chiesa e insigne musicista, direttore della cappella musicale pontificia “Sistina” ha affidato alle sue più recenti produzioni artistiche. Ho avuto la fortuna, del tutto casualmente, grazie ad una amicizia fatta durante l’udienza papale del mercoledì,di entrare in possesso de “La luce che insegue l’aurora” e “Sui prati della sera” nei quali Liberto ha riunito , come fiori  raccolti in un campo a primavera, quelle che lui stesso definisce meditazioni poetiche.
Sono poesie frutto d’una meditazione che accompagna la vita di un uomo che, mettendosi al servizio della Fede cristiana, non ha abbandonato il grande amore per la musica, il canto. E come fa quando trasferisce sul pentagramma le sue idee che diventano musiche sublimi, scrive versi che raccontano le meraviglie del creato, cose semplici come il canto degli uccelli, il tramonto, il freddo degli inverni, i fiori che sbocciano prepotenti sotto il primo sole.
Giuseppe Liberto vive queste emozioni con un candore che meraviglia, diremmo quasi infantile, se non fosse per la profondità intellettuale che da queste liriche, fatte a volte di poche ma intense righe, promana.
Spesso preghiera e canto s’incontrano, come la cruda realtà si trova a confronto col mistero della Fede. Nel caso del Nostro, poeta e musicista, amante dell’arte e della natura, questo rapporto quasi simbiotico non poteva che sfociare nelle sue liriche, un sublimato di leggerezza, come foglie portate via dal vento e che non si sa dove vadano a finire. Resta il piacere d’una lettura che è nello stesso tempo gioia e soddisfazione, perchè la poesia è anch’essa vivere, al di là di ogni confine.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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