A MICHELE SANTORO PREMIO MARGUTTA PER IL GIORNALISMO

Michele Santoro, uno dei premiati
Michele Santoro per il giornalismo, Teresa De Sio per la musica, Carlo Freccero per la tv, Duccio Forzano per la regia televisiva, Mariangela D’Abbraccio, per il teatro, Enrico Silvestrini, per il cinema, L’Accademia Altieri per la moda, Melissa P. per la sezione rivelazione letteraria, Francesca Di Castro e Valentina Moncada per la sezione Via Margutta, Massimiliano Maselli per l’imprenditoria.
Sono loro che saliranno sulla passerella di Via Margutta per ricevere l’omonimo premio giunto alla quindicesima edizione. Il patron, Giovanni Morabito, gallerista di origfini calabresi che a Roma si è affermato, diventando uno dei protagonisti della vita artistica di via Margutta, dando vita ad un premio che rappresenta uno degli appuntamenti di maggior rilievo nella Capitale.
 Il simbolo del premio ModArt Via Margutta, di cui è presidente onorario il regista Gabriele Salvatores, è una scultura realizzata dall’artista Angela Pellicanò.
Tra i premiati delle passate edizioni ricordiamo Pippo Baudo, Pupi Avati, Gabriele Salvatores, Stefano Dominella, Guillermo Mariotto, Vittoria Belvedere, Niccolò Fabi, Carlo Verdone, Giovanni Floris, Zero Assoluto, Walter Veltroni, Philippe Daverio, Santo Versace, Anna Falchi, Franco Di Mare, Isabella Bossi Fedrigotti, Andrea Monorchio, Veronia Maya, Claudio Santamaria, Alessandra Mastronardi, Michele Placido, Emmanuele Emanuele, Philip Rylands, Gianfranco Iannuzzo, Ercole Pellicanò, Eleonora Giorgi, Mara Venier, Antonio Catricalà, Vladimir Luxuria, Fiorello.
Nel corso della serata, presentata da Chiara Giuria e Giuseppe Candela, è previsto un intervento di don Andrea Gallo, mentre Teresa e Sio canterà dal vivo “Tutto cambia”. Un riconoscimento è stato assegnato all’onorevole Anna Paola Concia e alla giornalista Maria Teresa Meli, per il libro “La vera storia dei miei capelli bianchi. Quarant’anni di vita e di diritti negati”.
L’Accademia Altieri presenteràuna collezione realizzata interamente dagli allievi del secondo anno di corso, improntata su un lavoro sartoriale di intrecci di tessuti e lane, completata da accessori e bigiotteria interamente lavorati  dagli allievi.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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