SCALFARO, IL PRESIDENTE CHE HO SCOPERTO PIACE ANCHE AI GIOVANI

Una delle tracce assegnate ai più di trecento candidati agli esami di Stato per giornalisti professionisti, che si sono svolti il 31 gennaio a Roma, riguardava la figura di Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della repubblica scomparso qualche giorno fa.

Non sono stati pochi i futuri giovani colleghi che hanno scelto, tra i vari temi proposti dalla commissione, proprio questo su un personaggio che è stato protagonista della politica italiana per più di mezzo secolo.
L’ultima volta che ho avuto l’onore di scambiare qualche chiacchiera con Scalfaro è stato alcuni mesi fa nella sala della lupa di Montecitorio dove mi ero recato per assistere alla presentazione di un volume su un’altra figura importante per il nostro Paese, Randolfo Pacciardi. Un capitolo del libro è stato curato dal collega Paolo Palma, già mio compagno di viaggio nella straordinaria avventura del Giornale di Calabria.
Scalfaro fece un intervento di straordinaria lucidità, lui che con Pacciardi aveva intrattenuto un rapporto non soltanto politico, ma anche umano, nonostante spesso le loro idee non combaciassero e li portassero ad avere scontri piuttosto aspri.
Alla fine,circondato da coloro che avevano assistito alla presentazione,con Gianfranco Fini che aveva moderato gli interventi, Scalfaro s’intrattenne piacevolmente con chi,come me, non lo  vedeva da anni (l’ultima volta era stato a Catanzaro, quando era ministro dell’Interno) in occasioni pubbliche.
La Calabria era vicina al suo cuore e, grazie al collega e amico Rosario Cananzi, che mi ha aperto il suo archivio, ho rivisto una foto che ritrae l’allora presidente della repubblica durante una visita a Reggio mentre conversa con monsignor Aurelio Sorrentino che non mancava mai di visitare quando si trovava nei paraggi. Sembra che tra i due ci fosse un rapporto risalente agli anni della gioventù e che era proseguito nel tempo. Chi è stato testimone di questi incontri è don Antonino Denisi, che di Sorrentino fu prezioso segretario, ma sono certo che,conoscendolo, non ne rivelerà mai il contenuto. Certamente erano incontri molto affettuosi, e dalla foto di Cananzi si capisce bene. 
Oscar Luigi Scalfaro era conosciuto anche dai giovani che, forse, quando lui era presidente, erano poco più che bambini, ma che certamente lo ammiravano: leggendo qualcosa di quanto hanno scritto me ne sono convinto. C’è una forte richiesta di figure come l’ex presidente in questi momenti, ma all’orizzonte non se ne vedono molte, anzi quasi nessuna.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

Lascia un commento