FERRAGOSTO IN TEMPO DI CRISI, AI REGGINI BASTA UN PO’ DI MUSICA

C’era una volta il maxi esodo di Ferragosto
Dopo il presidente operaio, il presidente allenatore, c’è il presidente disc-jockey ad allietare (si fa per dire) le serate dei reggini incazzati più che mai, e non solo per la stangata del governo centrale, ma soprattutto delusi dal “nuovo corso” dell’amministrazione comunale che non riesce a risolvere i soliti problemi: carenza idrica, rifiuti, strade colabrodo, abusivismo dilagante.
Avendo deciso di trascorrere altrove questo periodo di vacanza, le notizie che mi giungono da Reggio non vengono certamente dalla stampa locale, salvo qualche rara eccezione. Basta leggere i quotidiani nazionali, che non hanno mancato di sottolineare come il tanto decantato “modello Reggio” non sia altro che uno scandaloso uso di risorse pubbliche, a favore di scosciate aspiranti miss, ricevute con tutti gli onori dall’ineffabile presidente del consiglio regionale, di una radio nazionale il cui “impegno” per rendere allegre le notti sul Lungomare, sarebbe costato centinaia di migliaia di euro.
Increduli, amici e colleghi della Capitale mi chiedono se quanto vanno leggendo su testate importanti (esempi, il Corriere della Sera e Il Fatto) corrisponda al vero,  se la gestione del governatore più amato d’Italia sia improntata davvero ad un becero clientelismo, da far impallidire il più nostalgico dei demo-socialisti degli anni della prima repubblica.
Dalla reazione dello stesso governatore, sempre accompagnato dal fotografo personale e da uno stuolo di addetti stampa, irritato da quanto pubblicato su un periodico diretto da un suo ex grande amico, debbo capire che forse le critiche non sono del tutto infondate. Ci sarà pure una stampa deviata (ed io in proposito potrei fornire indicazioni più precise, ma mi guardo bene dal farlo, ci saranno altri che lo faranno per dovere d’ufficio) ma siamo in presenza di una gestione di risorse pubbliche “deviate” che allarma l’opinione pubblica.
Non è facile, al governatorissimo ed al suo staff, tenere a bada giornalisti “forestieri”, per quelli locali tutto è a posto, figli e amanti sistemati, maxi foto ogni giorno anche se le notizie sono di scarso rilievo, ma il quotidiano è un prodotto che viene “bruciato” in poche ore, e la gente dimentica facilmente. Come il lettore, almeno quello più avveduto, e per fortuna ce ne sono, salta a piè pari quelle interviste a personaggi gabellati per “mostri” della politica e che, nella realtà, senza il loro padrino alle spalle, non avrebbero nemmeno un titoletto nelle cronache.
Un altro anno è passato, Ferragosto in tempo di crisi è alle porte, scordiamoci gli esodi di massa d’un tempo, in Calabria è cambiato pochissimo, quasi nulla, si va avanti tra sfilate di miss, premi e premiucci, sagre d’ogni tipo, mentre nelle strade si spara, il mare è sporco, il lido Bandafalò va in fumo, ogni notte automobili vengono date alle fiamme, piccole vendette consumate spesso per motivi banalissimi.
Ma basta andarsene sul Lungomare, c’è la musica con un dj d’eccezione, aspettando la pioggia di milioni in arrivo. Comunque, a tutti il migliore Ferragosto possibile. 

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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