DELITTI E PESTAGGI A ROMA, TORNA L’OMBRA INQUIETANTE DELLA BANDA DELLA MAGLIANA

Il luogo dell’omicidio di Flavio Simmi
C’è la Roma della movida notturna, canti e musica in strada, locali pieni, c’è la Roma dei turisti che accorrono da ogni parte del mondo, c’è la Roma dell’arte, delle mostre più prestigiose, c’è la Roma della politica e del Governo, c’è la Roma della moda, dei negozi di lusso, ma c’è anche, purtroppo, la Roma violenta di pasoliniana memoria.
Un episodio, che per la sua gravità si commenta da solo, ha scosso in particolar modo l’opinione pubblica, l’aggressione selvaggia nei confronti del musicista Alberto Bonanni, che lotta ancora tra la vita e la morte in un letto d’ospedale, Dio solo sa se ce la farà.
M’è capitato d’ascoltare, su Radiosei, emittente laziale, sportivamente parlando ma che io, pur essendo romanista, seguo volentieri, sin da quando a “governarla” era un personaggio che è rimasto nel cuore dei romani, Gianni Elsner, una intervista al comandante dei vigili romani di Roma capitale (così vengono chiamati adesso quelli che un tempo erano noti come i pizzardoni).
Sono stati i vigili urbani, appunto, i primi ad intervenire ed a raccogliere dal selciato, agonizzante, Bonanni, percosso anche con un casco da motociclista: gli uomini del comandante Giuliani hanno raccolto le prime testimonianze, fornendo alla polizia ed al magistrato che segue il caso elementi importanti, tali da consentire l’identificazione degli aggressori.
“C’è sempre qualcosa che non va nelle famiglie di certi giovani -ha commentato Giuliani al microfono di Federico Ghilardi- e soprattutto c’è la mancanza delle più elementari forme d’educazione”.
Agghiaccianti le modalità dell’omicidio di Flavio Simmi, figlio del titolare d’un noto e ben frequentato ristorante romano, a due passi dal ministero della Giustizia: chi ha ordinato l’esecuzione ha voluto che fosse “spettacolare”, alla presenza della giovane compagna, impegnata in politica. Simmi non aveva tenuto in considerazione l’avvertimento che aveva ricevuto tempo addietro, quando gli avevano sparato alle gambe. C’è chi ha voluto accostare il delitto a precedenti rapporti, che peraltro non hanno avuto riscontri giudiziari, tra il padre della vittima e gli uomini della famigerata banda della Magliana che ha insaguinato per anni le strade di Roma.
 I giornali, nelle cronache locali, hanno manifestato preoccupazione per la recrudescenza di atti criminosi e per la presenza, ormai certificata dai continui sequestri di beni, di cosche della ‘ndrangheta che ormai da tempo hanno deciso di investire all’ombra del Cupolone ingenti capitali. Locali di prestigio, noti anche all’estero, come il Cafè de Paris tempo addietro, e il ritrovo Chigi, ieri, erano finiti nelle mani dei prestanome di mafiosi calabresi.
Roma rifiuta l’etichetta di città in mano alle mafie, perchè così non è, ma occorre vigilare, il sindaco Alemanno ha chiesto aiuto al ministro leghista Maroni cui la Roma ladrona di bossiana memoria non va troppo a genio. Ma ci penserà la società civile a reagire, ne siamo certi.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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