PREMIO MARGUTTA, ENNESIMO SUCCESSO DI UNA GRANDE INVENZIONE DEL REGGINO GIOVANNI MORABITO

Corrado Calabrò, premiato in Via Margutta

Anche quest’anno è stata una grande serata, l’ennesimo successo per il reggino Giovanni Morabito, gallerista in via Margutta a Roma, dove si è svolta la cerimonia di premiazione di “ModArt”, giunta alla quattordicesima edizione.

A ricevere il prestigioso riconoscimento personaggi dello spettacolo, dell’arte, della cultura, del giornalismo, delle professioni: nelle loro mani una originale scultura opera dell’artista reggina Angela Pellicanò che ha voluto rappresentare il mito profondamente legato all’origine dell’antichissima via. Quest’anno, la giuria, di cui è presidente onorario Gabriele Salvatores, ha incoronato personaggio dell’anno il numero uno degli showman: Fiorello che però, impegnato a teatro, non è potuto intervenire ed ha ricevuto il premio al Sistina, qualche giorno prima.
La vivace serata, condotta da Chiara Giuria e Dario Salvatori, ha presentato al pubblico una “carrellata” di personaggi gratificati da un premio che porta il nome della strada degli artisti, via Margutta, nota in tutto il mondo. Per la sezione televisiva premiato Antonio Ricci, il papà di Striscia la notizia, che ha mandato a ritirare il premio uno degli inviati storici del programma, Jimmy Ghione.
 Al reggino Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, il premio per la poesia, mentre alla criminologa Roberta Bruzzone quello per essere stata una delle rivelazioni televisive dell’anno. Per la fiction riconoscimento alla bionda attrice Euridice Axen, Simona Marchini, che indossava un vestito color ruggine, premiata per l’arte, Vladimir Luxuria, in tubino blu, premiata per la sua attività letteraria, Thomas Trabacchi e Francesco Venditti per il cinema.
Un omaggio per la sua lunga carriera di jazzista a Lino Patruno, mentre per il settore moda gli applausi sono stati riservati alla stilista Eleonora Altamore, che ha portato in passerella dieci top model: la statuetta le è stata consegnata dalla sempre frizzante contessa Patrizia de Blank.
ModArt ha portato all’attenzione del numeroso pubblico la performance “Simulacri” firmata dall’artista Vincenzo Ceccato assieme alla danzatrice Stefania Bucci, e “L’ottico”, di Angela Pellicanò, in partenza per la Biennale di Venezia. “Via Margutta, ha dichiarato Giovanni Morabito ai giornalisti presenti, è il luogo ideale per un rilancio globale dell’arte e riportare l’attenzione su uno dei luoghi più significativi di Roma”.
Morabito, cui mi lega un antico rapporto d’amicizia, titolare della galleria Monogramma, è riuscito a fare del Premio Margutta e delle serate di ModArt, un appuntamento principe per la Capitale dove certamente le manifestazioni importanti non mancano, ed a portare sul palco nelle passate edizioni i vari Pippo Baudo, Pupi Avati, Renato Balestra, Vittoria Belvedere, Carlo Verdone, Michele Placido, Mara Venier.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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