BANDAFALO’ DI NUOVO SOTTO SEQUESTRO, MA A CHI DANNO FASTIDIO?

Le strutture del lido Bandafalò sotto sequestro
Stavolta, per i ragazzi del lido Bandafalò, a Porticello, suggestivo scorcio marino sullo Stretto di Messina, tra Scilla e Villa San Giovanni, sarà dura. La notizia del nuovo sequestro della struttura turistica, senza fini di lucro, è giunta inattesa: si pensava, infatti, che dopo le vicissitudini dello scorso anno, stavolta non ci sarebbero stati problemi.
Invece, la Procura della repubblica ha mobilitato due sostitute, le dottoresse Ombra e Cama, e l’atto di sequestro cautelare è stato anche controfirmato, nientemeno che dal super procuratore Pignatone. Nemmeno si trattasse di uno dei tanti beni di provenienza mafiosa, sedie, tavoli e ombrelloni,  materiale in parte riciclato o oggetto di donazioni, il modesto locale adibito a posto ristoro e i servizi, tutto è stato “circondato” dal nastro di plastica con la scritta Guardia Costiera.
La spiaggia era stata già ripulita dal gruppo di giovani che, ormai da anni, si dedica ad una meritoria opera di assistenza e sostegno alle popolazioni di una nazione africana, riuscendo anche a contribuire alla realizzazione di un ospedale.
L’inchiesta condotta dalla Procura, stando alle prime notizie riportate dalla stampa locale, coinvolge l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni che vede indagati sindaco e Giunta in carica da circa un anno, per cui si ha ragione di ritenere che la vicenda non possa concludersi in tempi brevi. Adesso, a quelli di Bandafalò, che incontrano il consenso della gente comune, non resta che mobilitarsi, nelle forme civili, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa che ha tutta l’aria d’una autentica persecuzione.
C’è chi si chiede. a chi danno fastidio, i promotori di Bandafalò? Quali gravi reati sarebbero stati commessi dagli amministratori villesi, certamente in buona fede nel consentire la prosecuzione d’una attività turistico-balneare che ha scopi altamente sociali?
Le decisioni della magistratura vanno rispettate, ma ci sono tempi e modi per opporvisi, c’è chi si farà carico di sostenere le ragioni di quel gruppo di giovani che, attorno a Bandafalò, nel periodo estivo, riescono ad aggregare anche coloro i quali, non avendo i mezzi per pagarsi costosissimi lidi privati, proprio sulla spiaggia di Porticello trovano gratuitamente ospitalità. Seguiremo con attenzione il caso.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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