ELEZIONI COMUNALI, QUANDO NON E’ IL CITTADINO A SCEGLIERE I CANDIDATI



La città invasa dai rifiuti, uno spettacolo deprimente



Rifare il trucco alle città, in tempo di elezioni, era ormai diventata una tradizione, l’occasione per veder riparate strade da anni abbandonate, casupole….. centenarie venivano demolite, i rifiuti raccolti sollecitamente, era il modo, per gli amministratori uscenti, di farsi perdonare dagli elettori, promettendo di essere più bravi per il futuro, insomma per ottenere ancora una volta il loro consenso.
Tornando a Reggio, come ormai faccio da anni, per brevi periodi, mi aspettavo di vedere squadre di netturbini al lavoro, strade pavimentate, marciapiedi rifatti, il solito clima pre elettorale. Niente di tutto questo, solo uno spettacolo desolante, dovunque sporcizia, abbandono, strade anche del centro trasformate in crateri lunari, al punto da indurre il buon Giusva Branca, col suo seguitissimo Strill.it, a promuovere una originale iniziativa, quella di “adottare” le centinaia di buche che mettono a repentaglio non soltanto gomme e ammortizzatori delle auto, ma anche la pubblica incolumità.
Una campagna elettorale strana, nell’aria si coglie un senso di sfiducia, quasi d’insofferenza, i candidati o aspiranti tali, questo si sa, sono al lavoro da mesi, ma lo fanno quasi clandestinamente, cercando di andare a bussare alle porte “giuste”.
I voti non sono custoditi nel cassetto di casa, era solito dire un vecchio politico democristiano degli anni passati e Dio solo sa quanto siano rivalutati quei personaggi che, al cospetto dei loschi figuri che si presentano oggi sulla scena politica, ci appaiono come giganti. Mi piace ascoltare la gente cosiddetta comune, quella che si raccoglie agli angoli delle piazze, davanti ai bar, alle edicole, che siede sulle panchine dei giardini pubblici.
Quasi tutti hanno già ricevuto, per le vie più diverse, la segnalazione, l’invito a votare per l’uno o per l’altro e, puntualmente, si sono rinnovate le promesse, in cima alla lista posti di lavoro che sono soltanto nei sogni.
Da destra, per volere del mammasantissima Scopelliti, si è deciso il candidato sindaco, e la gente è cortesemente pregata di votarlo, anche se non lo conosce, anche se in questi giorni è dovunque, il volto sorridente compare sui giornali, tutti i problemi di questa disgraziata città troveranno una soluzione, appena il “nominato” andrà ad occupare la poltrona più ambita di palazzo San Giorgio.
Votare e basta, “vuolsi così colà dove si puote” avrebbe scritto il sommo Poeta, non importa se l’immondizia s’accumula se non c’è una strada, dicasi una, che possa essere definita tale, se la disoccupazione sale alle stelle, i negozi chiudono, gli episodi di micro criminalità s’intensificano, i boss hanno altro cui pensare e i “picciotti” sono più liberi per le loro scorrerie.
 Vorrei spiegare, ma non so come farlo, specialmente ai giovani, questa categoria sociale alla quale tanto accoratamente si rivolgono i politici, per chiederne il consenso, perchè dovrebbero dare il voto, facendoli eleggere, sindaco compreso, a personaggi calati dall’alto e che, il giorno dopo, dimenticheranno tutto quanto hanno promesso.
Intanto, in attesa del voto, teniamoci la spazzatura, l’ennesimo commissario, i soliti convegni mascherati da eventi culturali, e che servono solo a mettere in vetrina gli aspiranti amministratori, poi i soldi cominceranno a girare, per i soliti maneggioni in servizio permanente. Che tristezza!

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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