SCOPELLITI INDAGATO PER IL CASO FALLARA? SI RISVEGLIA IL "VULCANO" DEL ’92

In Procura si lavora al caso Fallara
Era l’estate del 1992, alla vigilia dell’esplosione della Tangentopoli reggina, in città cominciavano a diffondersi le prime voci sulla collaborazione del sindaco in carica, il giovane Agatino Licandro, figlio d’arte politicamente, dagli amici chiamato affettuosamente Titti.
Un politico e un avvocato parlano al telefono non sapendo che i carabinieri incaricati dai sostituti Roberto Pennisi e Giuseppe Verzera li stanno ascoltando, il tono della voce è concitato, la conversazione si conclude con una frase che venne sfruttata dai cronisti, i soliti cinici cronisti, per i titoli: “quello sta parlando, qua si apre un vulcano”.
Questa frase mi è tornata alla memoria stamattina quando, prestissimo, un amico mi ha letto l’articolo del “Quotidiano della Calabria”, che ormai ci ha abituati alle esclusive in tema di cronache giudiziarie, sull’interrogatorio del governatore ex sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti, da parte dei magistrati che indagano sul caso Fallara, dopo la tragica scomparsa per suicidio della ex dirigente comunale del settore finanze.
Ovviamente, non conosco i particolari dell’interrogatorio, alla presenza del difensore, e quindi con Scopelliti in veste d’indagato, ma i tanti anni di frequentazione dei palazzi di giustizia, delle aule dei tribunali mi consentono di ricavare, dalle mie impressioni, e dalla lettura in questi mesi, di quanto apparso sulla stampa, non di tutta, purtroppo, alcune considerazioni.
Prima di tutto, la presenza del procuratore capo Pignatone e di altri sostituti, tutti con notevole esperienza, induce a pensare che la vicenda Fallara, e, a seguire, quella del suo compagno architetto Labate, abbia assunto una particolare rilevanza, al punto da dover muovere contestazioni, o quantomeno rivolgere precise domande proprio a colui che la Fallara aveva sempre sponsorizzato e difeso, mettendole, si può dire, nelle mani le chiavi della finanza comunale.
Lo scoop del “Quotidiano” (complimenti al collega Baldessarro e agli altri della redazione) ha varcato i limiti regionali ed ha avuta eco anche negli ambienti politici della Capitale, io stesso ne ho preso contezza essendo stamane presente, assieme ad un collega giornalista parlamentare a Montecitorio, per seguire una conferenza. Sono sempre stato convinto che la triste vicenda che ha avuto come sfortunata protagonista Orsola Fallara avrebbe avuto, e certamente ne avrà, conseguenze giudiziarie. E certamente non servirà smentire, negare sapendo quello che tutti, a Reggio, sapevano, contando sul fatto che l’unica persona in grado di dire la verità, purtroppo, non potrà più parlare.
Il vulcano, dopo tanti anni, potrebbe cominciare ad eruttare, e per molti s’annunciano giorni difficili. In tanti si chiedono come anche Calabria Ora abbia ignorato un così importante fatto di cronaca giudiziaria, e se ne meravigliano. Al contrario, il giornale una volta leader sulla piazza, ha semplicemente fatto ciò che, ormai da tempo fa: anche oggi una bella maxi foto del presidentissimo, ovviamente sorridente. In altri tempi, in redazione si sarebbero alzate in aria, come si diceva, le scrivanie, ma gli editori di quel giornale hanno attualmente problemi più grossi.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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