SANTORO E COMPAGNI SI SONO MAI CHIESTI COSA FAREBBERO SE SILVIO DECIDESSE DI SPARIRE?

Le ragazze del bunga bunga riempiono le pagine dei giornali
E se Silvio Berlusconi, dall’oggi al domani, senza avvertire nessuno, decidesse di eclissarsi, andandosene a vivere all’estero, in una delle sue tante dimore sparse per il mondo, chiudendo con la politica e con l’Italia?.
Ho provato ad immaginarlo in questi giorni in cui il fronte antiberlusconiano si è scatenato. Basta guardare la prima pagina di Repubblica oggi, viene tralasciato tutto pur di valorizzare gli argomenti “nocivi” per il Cavaliere, un autentico bombardamento con indiscrezioni, pubblicazione di atti processuali, stralci d’intercettazioni .
E se Papi, come ormai viene chiamato utilizzando in senso dispregiativo un termine usato dalla gran parte dei bambini, non ci fosse più, se per incanto sparisse alla vista e agli obiettivi, io credo che sarebbe un’autentica tragedia per chi della caccia spietata al premier ha fatto ragione di vita.
Pensate, ad esempio, ad Annozero, con Santoro impossibilitato a vomitare veleno per “mancanza di notizie”, il Cavaliere è sparito, sui giornali non c’è una riga, una foto, uno straccio d’inchiesta di una Procura qualsiasi.
Pensiamo, per fare un altro esempio, altri due giornali che dell’antiberlusconismo hanno fatto la loro linea editoriale, come l’Unità e Il Fatto quotidiano: chi riempirebbe quelle pagine desolatamente vuote, con chi potrebbero sostituire il Male italiano per eccellenza?.
Resterebbero le dichiarazioni dei soliti Bersani, D’Alema, Letta, Casini che, lo giurerei, chiederebbero a gran voce di rintracciare subito l’ex primo ministro, sennò non avrebbero con chi prendersela, resterebbe vuoto il taccuino di Travaglio, Vauro tenterebbe invano di trovare l’ispirazione per “nuove” vignette.  
Tanti giornali hanno potuto, in questo periodo di gravi crisi diffusionale per quasi tutte le testate, tirare avanti grazie a Berlusconi, ogni giorno pagine su pagine, mentre centinaia di investigatori e decine di magistrati, un’intercettazione dopo l’altra, accumulano pagine d’inchieste, chiedono il processo. E la sinistra aspetta da un momento all’altro la caduta del tiranno, per tornare al potere, più il tempo passa, più vengono logorati dalle loro lotte interne, dalla mancanza di un programma alternativo serio, di un autentico leader da contrapporre al nemico col vizietto del bunga bunga.
Non sappiamo come finirà, ormai si naviga a vista, Berlusconi non ci pensa nemmeno a nascondersi, uscire di scena all’improvviso, gettando nel panico chi finora ha vissuto, anzi è riuscito a sopravvivere politicamente, facendogli la guerra, pescando nei vizi privati, senza peraltro allestire una opposizione seria.
Immagino Di Pietro e il suo partito delle manette (a proposito, quando viene in Calabria, non c’è nessuno che lo avvisi delle “strane” presenze in Idv?) trovarsi senza bersaglio nel deserto di idee e di programmi. Tutto sommato, tra escort, serate ad Arcore, Minetti e Tommasi varie, è stato il Berlusca a dar da mangiare ai suoi nemici. O no?.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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