IL MODELLO REGGIO E I SONDAGGI, MA DOBBIAMO DAVVERO CREDERCI?

Uno scorcio del meraviglioso Lungomare reggino
Grazie ad Internet, anche se lontani dalla città, possiamo seguire le cronache locali, ed in particolare una radio che, grazie al suo “anchor man” più noto, specialmente tra gli sportivi, Gianni Baccillieri, esce di frequente dal coro e dice pane al pane e vino al vino, come recita un antico detto popolare.
Radio Touring 104 è nel mio cuore, sono tra coloro che, ormai quasi trentacinque anni fa, la fecero nascere e l’hanno mantenuta in vita, affidandola poi a mani sicure che l’hanno portata al successo, non senza difficoltà. Pertanto, anche se vivo altrove, la seguo appena posso, non condivido, a volte, talune prese di posizione di Gianni e del suo bravo figliolo Dario, se si tratta di Reggina, ma sono pienamente d’accordo quando si affrontano i problemi della città indicata dalle statistiche come modello da seguire. Questo perchè, nella realtà, le cose non stanno come vengono presentate sulla stampa da qualche commentatore che, dopo essersi inginocchiato, si esibisce in commossi peana nei confronti di chi l’ha governata per anni, prima di spostarsi in altri palazzi più importanti.
Certamente, l’illustre opinionista, che sa di tutto e di tutto scrive, quindi finisce con lo scrivere del nulla, non è mosso da gratitudine per la “grazia” ottenuta con la sistemazione d’un congiunto, ma sicuramente si esprime con il massimo dell’obiettività e della trasparenza.
Anche stavolta, nella città sonnolenta del dopo feste, tutto sarebbe scivolato nel silenzio, se, isolata, non si fosse alzata la voce di Baccillieri, che ha cercato di svegliare le coscienze dei reggini, dei cosiddetti benpensanti, invitandoli ad aprire bene gli occhi e a rendersi conto che non è tutto oro quello che luce, al di là dei quotidiani incensamenti a mezzo stampa.
E’ veramente da seguire questo modello di città dove ognuno fa quel che gli pare, il degrado non tocca ormai soltanto le periferie abbandonate, dove se non si fa parte di una determinata “parrocchia” non si ottiene nulla, dove i lavori si fanno quando alle imprese pare, senza curarsi dei disagi per i cittadini?.
I sondaggi sono diventati il Vangelo della politica, ma dovremmo andare a cercare, e non speriamo che lo facciano gli opinionisti del “tutto va bene madama la marchesa”, cosa c’è in realtà dietro queste società che li fanno, chi sono i committenti, quanto costano.
Con una campagna elettorale alle porte, cosa c’è di meglio che servire al popolo bue un bel sondaggio e convincerlo che sono loro e soltanto loro quelli che tengono in mano le chiavi del potere e che continueranno ad averle chissà per quanto tempo ancora. le loro facce, formato gigante, continueremo a vederle apparire quasi ogni giorno, su carta e sul video, finchè l’ignaro elettore non si recherà, disciplinatamente, al seggio sperando di poter passare all’incasso, un posticino di lavoro, un appaltuccio, un incarico professionale, un contributo. A decidere della vita della gente saranno sempre i soliti, purtroppo. Caro Baccillieri, facciamocene una ragione e speriamo soltanto in qualche “tornado” giudiziario, che spazzi le nuvole del malaffare e restituisca a tutti fiducia nel domani.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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