I GIOVANI RECUPERANO IL RAPPORTO CON LA FEDE, SONO LORO LA NOSTRA SPERANZA

Il Santo Padre benedicente
Il Natale induce alla riflessione, alla preghiera, a riconsiderare gli eventi sotto una luce diversa, e anche la cristianità guadagna terreno, come il Santo Padre, davanti a migliaia di fedeli (ed io ero tra questi) ha ricordato durante la messa solenne in San Pietro.
Ho notato, in mezzo alla gran folla, tantissimi giovani, oltre ai soliti turisti da ogni parte del mondo, ritengo questo un segnale importante, il risveglio delle nuove generazioni che sembrano aver recuperato valori ritenuti ormai persi.
In questo giorno di festa, di calore familiare, di solidarietà (e nel nostro Paese ce n’è tanta) sento il dovere di rivolgere agli amici e alle amiche, ai giovani, ai colleghi, a tutti quelli che hanno l’amabilità di seguire il mio blog, l’augurio di vivere l’anno che sta per arrivare nel migliore dei modi e veder realizzati i loro desideri.
Un pensiero voglio rivolgerlo alla mia città, che attraversa un momento particolare, uno dei tanti nella sua storia travagliata. La gente è rimasta choccata dalla vicenda tragica di Orsola Fallara, ma questo terribile episodio è servito a scuotere le coscienze ed ad aprire uno squarcio di luce su come la politica cittadina viene gestita da gruppi di potere, lobby anche familiari, con sullo sfondo la presenza ancora purtroppo asfissiante della criminalità mafiosa.
La ‘Ndrangheta, dobbiamo riconoscerlo, ha avuto negli ultimi tempi perdite importanti,  soprattutto da quando alla Procura è cambiato il clima e sono cambiati gli uomini, le cosche sono state “toccate” nei patrimoni, ma il colpo decisivo potrà essere assestato solo quando verrà fatta piena luce sui rapporti tra politica, economia, pubblici funzionari e militari infedeli e i personaggi di primo piano delle “famiglie” che controllano il territorio.
Osservando quei giovani raccolti in preghiera, quasi festanti, intenti ad ascoltare le parole del Papa, ho pensato, ancora una volta, che sono loro la nostra speranza, soprattutto nel cosiddetto Sud del Sud. Forse ci vorrà ancora molto tempo, ma, abituati come siamo a coltivare i sogni, noi ci crediamo. Auguri a tutti.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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