PAOLO QUATTRONE E ORSOLA FALLARA, QUANTO MISTERO DIETRO DUE SUICIDI ECCELLENTI

PALAZZO SAN GIORGIO, “REGNO” DI ORSOLA FALLARA
A distanza di pochi mesi dalla drammatica scomparsa di Paolo Quatrone, un altro suicidio eccellente turba le coscienze e scuote l’opinione pubblica. Orsola Fallara ha chiuso i conti con la vita, lei che per otto anni era stata la “signora dei numeri” di palazzo San Giorgio, fidatissima consigliera economica del sindaco più amato dai reggini, Giuseppe Scopelliti, l’uomo che, secondo i più tenaci oppositori, ha portato il Comune allo sfascio finanziario.
Lei, Orsola, anche se abbandonata dal suo mentore quando è scoppiato il caso delle prebende milionarie incassate, lo ha difeso fino all’ultimo, forse quando nella sua mente era già maturato il proposito di togliersi la vita nella maniera più orrenda, con l’acido che le ha corroso il corpo e ha tolto ogni speranza a chi ha cercato disperatamente di salvarla.
Osservo la foto, l’ultima , che Rosario Cananzi le ha scattato durante l’incontro con la stampa, che non è stata certo tenera con lei in questi mesi turbinosi, l’altra sera, annunciando le dimissioni senza risparmiare toni anche sprezzanti nei confronti di quei politici che l’avevano offerta al massacro mediatico, quasi fosse soltanto lei la responsabile dei mali d’una amministrazione scossa da continue fibrillazioni dopo l’addio di Scopelliti e la successione del facente funzioni Raffa.
Orsola Fallara s’è portata nel buio della tomba tanti segreti che, forse, resteranno per sempre tali, anche perchè nessuno, in fondo, ha voglia di sapere qual è la verità vera, l’inchiesta della Procura finirà per “morte del reo”, come recitano le fredde formule giudiziarie.
Di fronte a gesti tanto disperati, e non possiamo che fare il paragone con quello compiuto da Paolino Quattrone, ci si interroga su cosa avvenga nella mente d’una persona quando decide di affrontare il passo finale d’un percorso travagliato, in pochi secondi è la fine, tutto viene annullato, risolto per sempre.
Ora che il destino s’è compiuto, non resta altro che affidarsi alla preghiera, perchè Orsola Fallara venga aiutata a completare l’ ultimo viaggio, il Signore, nella sua misericordia, offre il perdono anche ai suicidi. La cosa che ci viene in mente, in questi attimi tragici, è una frase del grande regista Ingmar Bergman: “La musica è finita, i suonatori vanno via”.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

Lascia un commento