GILBERTO PERRI, UNA VITA AL SERVIZIO DELLO STATO E DELLA FEDE OLTRE OGNI SACRIFICIO, IN TANTI LO PIANGONO

Gilberto Perri fotografato da Rosario Cananzi
Gilberto Perri, più che un amico un fratello, come amava definirmi, dopo anni di  frequentazione, lui uomo dello Stato, al servizio della Polizia, con ruoli importanti, tra momenti d’esaltazione e profonde amarezze, al punto da lasciare la divisa, alle soglie della promozione a questore, per dedicarsi totalmente alla “sua” Chiesa, la comunità “Gesù Cristo è il Signore” di Gallico.
Ormai sono trascorsi tanti anni da quel giorno che, giovane cronista, andavo a trovarlo nel suo ufficio alla Stradale, sempre a caccia di qualche notizia; lui mi accolse dal principio con un sorriso che apriva il cuore, ed è stato così sempre, fino al nostro ultimo incontro il 4 novembre scorso, poche ore prima che il Divino lo chiamasse a sè, forse ne avrà avuto bisogno lassù.
Il male lo aveva aggredito nuovamente, dopo la piacevole illusione che aveva convinto anche me, Gilberto ancora una volta ce l’aveva fatta, gli amici della comunità avrebbero avuto ancora in lui un fondamentale punto di riferimento. Ma non è stato così: quel giorno, salutandomi con un filo di voce, aveva voluto, come al solito, regalarmi qualcosa, non sono mai riuscito a farlo desistere da questo suo affettuoso proposito. Ora osservo questo dono, lo conserverò come una reliquia, il gesto d’amore d’un amico che ho perso troppo presto.
La comunità di Gallico, attorno alla quale nel tempo si sono raccolte centinaia di persone (“hai creato dal nulla un impero” ero solito dirgli, e sapevo che la cosa gli faceva piacere) piange la scomparsa del leader carismatico, dell’uomo che alla predicazione, all’esempio costante di ministero religioso attuato ora dopo ora, giorno dopo giorno, faceva seguire i gesti concreti.
Sono nate tante cooperative di lavoro, un centro di protezione civile, una rivista, ma il fiore all’occhiello era per Gilberto l’Istituto per la Famiglia, che a Gallico ha la sua sede nazionale e che è riuscito, per la sua attività sul territorio, ad ottenere il prestigioso premio Fivol.
Negli ultimi anni, affiancato da personaggi storici della comunità, come Demetrio Amadeo, Massimo Ripepi, Tony Moscato, solo per ricordarne alcuni, i progetti erano diventati ambiziosi, grazie anche all’utilizzo di terreni e beni immobili sequestrati alle organizzazioni mafiose e concessi dal Comune. Un ostello, un centro congressi, una clinica, una casa di riposo, esercizi commerciali, agenzie turistiche, team di progettisti.
“Il mio sogno, era solito dire, è di poter dare ogni mese milla buste paga”.
Adesso il testimone passa nelle mani di quelli che possono essere considerati gli anziani della comunità di Gallico Marina: tutto è partito da un piccolo capannone, negli anni trasformato in sede prestigiosa, una vera e propria fucina d’idee e d’iniziative.
Gilberto è sempre lì, pare di vederlo, o seduto nei pressi del piccolo bar, oppure nel suo ufficietto, intento a smanettare sul computer, assistito da Doriana, che ha amato come figlia e che gli è stata accanto fino all’ultimo.
Il pastore ha lasciato il suo gregge, ma non andrà smarrito il grande patrimonio che, in questi anni, Gilberto Perri, ha creato, una pietra sull’altra, seminando amore, rispetto per gli ultimi, dando preziosi insegnamenti di vita. Ho perso un amico, ma non la lezione di vita che ha saputo darmi, non sarà facile rassegnarsi. 

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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