FINALMENTE C’E’ QUALCUNO CHE PONE UN LIMITE ALLE PASSERELLE

Una “vera” manifestazione di giovani contro la mafia

Ho sempre sostenuto, e coloro che amabilmente ormai da due anni seguono, sempre più numerosi (e di questo li ringrazio) il mio blog, lo sanno benissimo, la necessità di porre un limite alle vere e proprie ondate di dichiarazioni, in tutte le salse, non appena si verifica un evento, per lo più delittuoso, che piovono nelle redazioni.

Sono quasi sempre, fatte le dovute eccezioni, gli stessi, politici di professione, responsabili di varie associazioni, prontissimi a spedire, via mail, le loro elucubrazioni, fatte di luoghi comuni e talvolta con linguaggio zoppicante dal punto di vista sintattico-grammaticale.
L’esempio più recente, l’abbiamo avuto dopo le intimidazioni a magistrati e giornalisti: un fiume di commenti, dichiarazioni infuocate, impegni solenni da parte di personaggi pronti a defilarsi quando c’è da impegnarsi in prima persona, concretamente, esponendosi, nel contrasto alla criminalità organizzata.
In occasione dell’attentato dinamitardo all’abitazione del procuratore generale Di Landro, poi, è stato un diluvio, una gara a chi faceva prima a “manifestare” nelle forme più diverse, ma in maniera più o meno stucchevole, una solidarietà che, lo si capiva da lontano, era di facciata. Per non parlare delle fiaccolate o delle marce anti ‘ndrangheta, con in prima fila personaggi pronti a manifestare di giorno ed incontrarsi di notte, come coraggiosamente ha fatto rilevare il dottor Lamberti Castronuovo di recente, con i mafiosi.
Ci sono dei veri e propri recordman delle dichiarazioni, quali che siano gli argomenti, tutto fa brodo e pubblicità gratuita: per giustificare la loro….esistenza in vita, hanno bisogno di ritrovarsi, al mattino, sulle pagine dei giornali locali, tutti più o meno prodighi di spazio.
Non posso che accogliere con soddisfazione la scelta fatta da Strill, e dai suoi direttori, Branca e Mortelliti, di dare lo stop alla marea di dichiarazioni che finiscono con lo stancare il lettore già di per sè scontento di come l’informazione, nella nostra città, viene “servita”.
In un ambiente provinciale, dove tutti sanno tutto di tutti, non è difficile conoscere i retroscena di certe “campagne” giornalistiche, dell’esaltazione di personaggi sicuramente sopravvalutati, che hanno costruito le loro fortune politiche sfornando quotidianamente dichiarazioni, interviste ( quasi sempre auto) riflessioni.
Finalmente c’è qualcuno che s’è stancato di questo andazzo ed ha deciso di mettere un limite ad un autentico “dichiarazionificio” (ci si perdoni il neologismo!) che affligge i lettori che vorrebbero più notizie serie, più aggressione alle amministrazioni inefficienti, più inchieste sui gravi problemi che affliggono la città e la provincia. Ognuno di noi capisce benissimo quando è il momento di reagire agli attacchi delle cosche, che prendono di mira amministratori, magistrati e cronisti. E ciascuno sceglie come condurre la sua battaglia per la legalità.  

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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