DI RIFFE O DI RAFFA LA GIUNTA C’E’, TANTO RUMORE PER NULLA

Due mesi di paralisi amministrativa per partorire, dopo un lungo travaglio (ci si perdoni il termine…ginecologico) la giunta Raffa quasi fotocopia di quella che per anni ha amministrato (benissimo, a sentir loro), malissimo, a sentire gli oppositori (pochi per la verità e mal organizzati) una città che mostra ancora intatti segni evidenti di degrado e dell’infiltrazione delle cosche in tutti i settori.
Non ci voleva certo l’inchiesta de l’Espresso per richiamarlo alla nostra memoria, ma in questi giorni travagliati, caratterizzati dalla lotta intestina tra esponenti del partito uscito trionfante dalle ultime amministrative, se n’è avuta la misura esatta.
Raffa sindaco facente funzioni, riuscirà a far….funzionare questa Giunta rivoluzionata nelle attribuzioni del potere più che negli uomini, anche se solo pochi mesi ci separano dalle elezioni?.I dubbi degli osservatori e miei personali sono fondati, anche perchè la gestione della crisi ha mostrato i limiti degli uomini che sono stati messi alla guida dei partiti, ivi compresa l’opposizione che non riesce neppure a decidersi se fare quadrato attorno all’indomito Massimo Canale, al momento unico aspirante a succedere a Scopelliti.
Il finiano Gatto è stato accontentato dandogli la poltrona assessorile, sfilata da sotto il sedere a Suraci e alla Freno. Non essendoci un euro nelle casse comunali, se i dati forniti da l’Espresso sono veri, non si può certo pensare a grandi eventi, per cui un assessore al ramo è diventato inutile.
La campagna elettorale è già in corso, qualcuno, come l’amico Guido Leone, è già uscito allo scoperto, scegliendo l’Udc, lui che viene da una lunghissima milizia democristiana e che ha già tentato in passato l’avventura elettorale. Ma saranno capaci i partiti di scegliere la strada d’un reale rinnovamento, puntando su energie fresche, giovani validi, esponenti dell’associazionismo e della cooperazione, lasciando dietro la porta i mestieranti della politica, pronti a cambiare bandiera appena il vento cambia?. Me lo auguro di cuore.
Intanto, per qualche giorno, grazie alla nostra Patrona che ci regala momenti di riflessione e di preghiera, godiamoci la tregua tra i “lupi” della politica che, dalle loro lussuose case nel centro di Roma, pretendono di dettare legge, ancora una volta di trattarci come coloni.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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