A PEZZI L’IMMAGINE DELLA CITTA’, CHE BRUTTA ESTATE. CI MANCAVA ANCHE IL CONCORSO BURLA

L’auto del calciatore Giacomo Tedesco “dissidente”
Ora che il mese d’agosto declina, come avrebbe detto il grande poeta Cardarelli, è tempo di riflessioni, ma non certamente quelle stucchevoli, vetero giornalistiche che si leggono su un quotidiano che un tempo era “re” della diffusione.
Qualche considerazione, ispirata da amici “emigrati” come me, coi quali in estate ci ritroviamo, vorrei farla anch’io, senza catastrofismi e senza farmi influenzare, ma non è facile, dagli accadimenti di questi giorni, dalla politica alla cronaca. La nostra città, che quando vivi fuori ti accorgi di amarla ancor più, nella sua immagine esce a pezzi, dopo lo squallido teatrino della crisi comunale, passando per gli episodi di criminalità, l’attacco al procuratore generale Di Landro, l’incendio all’auto del calciatore Tedesco.
Mentre anche il giudice Roberto Pennisi, che saluto caramente, affida al web le sue argomentazioni, sempre cariche di tensione sociale, assistiamo alla proiezione mediatica di un film già visto, col presidente Scopelliti che annuncia la “rivoluzione” nella sanità, prevedendo anche di risparmiare sulle spese di quelle persone che vanno a curarsi fuori regione, vuol dire che celebreremo qualche funerale in più in Calabria e l’economia, almeno in un settore, qualcosa ne ricaverà.
Un ex amministratore regionale, incontrato per caso a Roma, mi ha fatto, come si suol dire, “gelare” il sangue, con una affermazione perentoria quanto sconcertante. “Dicevano che eravamo noi i banditi, vedrete questi cosa faranno”.
Mi rifiuto di credere che questa convinzione del politico forse deluso e quindi prevenuto sia fondata su dati di fatto, ma mentre rifletto su ciò, ecco la notizia del concorso-burla per l’assunzione di giornalisti alla Regione, con un bando venuto fuori, come ha scoperto il segretario della Fnsi calabrese Carlo Parisi, proprio nell’imminenza del Ferragosto. Tutto secondo la migliore tradizione delle giunte dei “banditi”. 
Il presidente della rinascita, che viene seguito (neppure Berlusconi ce l’ha) da un fotografo personale, pronto ad immortalare tutti i momenti della sua giornata, i giornalisti di cui la Regione avrebbe bisogno, li ha già reclutati e tutti sappiamo chi sono e chi sono gli “sponsor” politici e familiari. Ma, finchè non c’è reato penale, che l’Ente Regione se li tenga, tanto alla gente non è che interessi molto.
Rimane lo sconcerto di chi ha creduto in questo nuovo progetto politico, che aspetta  “novità” che forse, purtroppo, come è avvenuto in questi ultimi vent’anni, non arriveranno mai.
La città senza guida politica, i festeggiamenti della Patrona (come reagirà la gente?) in dubbio o in ogni caso ridimensionati, e forse dietro la processione potrebbe esserci il commissario al posto di un Raffa in preda alla disperazione e certamente non più ormai in possesso della necessaria lucidità.
Ai microfoni di Radio Touring la gente, invitata dal conduttore Baccillieri e rivolgere domande al buon Raffa, presente in studio, si è sfogata, ha manifestato quello che esce dal cuore di chi vorrebbe essere amministrato, che non chiede altro se non i servizi essenziali, la pulizia, l’acqua potabile, le strade senza buche, la burocrazia che dia risposte. Patetica, per non dire altro, qualche telefonata “suggerita” a favore di un assessore, sincera qualche altra nel condannare senza appello altro componente la giunta che Raffa sta cercando, con poche speranze, di mettere in piedi. Forse, ma non ne sono sicuro, soltanto la madonna della Consolazione, con un suo intervento, può rimettere a posto le cose, ma bisognerebbe pregare, e molto.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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