MARE SPORCO, I TURISTI VANNO VIA MENTRE SI SIGILLA BANDAFALO’

Viaggiare in camper d’estate è il massimo, per chi vuol scoprire le bellezze del nostro Paese e vivere a contatto con la natura. Un gruppo di turisti che adoperano queste mini case su ruote, adesso dotate di ogni comfort, ha scelto qualche giorno fa di “scoprire” la costa tirrenica, in una splendida giornata di sole, col mare leggermente increspato e d’un azzurro incredibile.
Come non fermarsi alle porte della città, proprio sullo Stretto, con la possibilità di parcheggiare i camper a pochi passi dalla spiaggia, c’è anche parecchio verde, i locali cosiddetti di ristoro sono vicini, insomma, il luogo ideale.
Ma una sgradita sorpresa li attendeva, quando già pregustavano una giornata tutto sole e tuffi: un fetore insopportabile ammorbava l’aria e si mescolava all’acre odore d’un incendio sulla collina con un aereo impegnato a scaricare tonnellate di acqua salata. E’ bastato chiedere a qualche raro bagnante, anche lui pronto a chiudere l’ombrellone e andar via, verso posti più…salubri per conoscere il motivo di questa sgradevole accoglienza: in mare scaricava un fiume meleodorante di melma, mentre rifiuti d’ogni genere galleggiavano e si dirigevano, portati dalla corrente, verso la città.
Con un biglietto da visita del genere, ai malcapitati turisti non è rimasto altro da fare che chiedere, via telefono, la disponibilità d’un campeggio sul versante ionico dove, però, non sapevano ancora che sarebbero arrivati almeno due ore dopo. la cosiddetta superstrada ionica, infatti, per via di lavori in corso e del traffico che in estate aumenta considerevolmente, è diventata praticamente impercorribile e chi vuol raggiungere in tempo utile una destinazione, deve partire con larghissimo anticipo. Nei fine settimana, poi, le code sono chilometriche. Mare sporco e viabilità impossibile: con questi “ingredienti” quale futuro per il turismo nella nostra provincia?. Restano le solite promesse e gli annunci, cui seguiranno, come è già avvenuto in passato, le scuse ai forestieri che ci avevano scelto per le vacanze e che, certamente, da queste parti non si faranno più vivi.
Mi permetto di aggiungere una mia considerazione: non sarebbe opportuno effettuare controlli ancor più severi, per impedire questo continuo “avvelenamento” del nostro mare, ricchezza che disperdiamo da incoscienti, prima di pensare a mettere i sigilli a Bandafalò?.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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