COSSIGA RICORDATO USANDO LE PAROLE DI KIPLING

Non so chi sia il signor Paolo Inzerilli, una delle tante persone che hanno fatto pubblicare necrologi dopo la morte di Francesco Cossiga, ma se ci fosse un premio per l’originalità di questi ricordi a mezzostampa della persona scomparsa, lo assegneremmo certamente a lui.
Ritengo di far piacere agli amici lettori di questo blog, che sta per celebrare il suo secondo compleanno, proponendovi il brano (autore Rudyard Kipling) che si adatta in maniera straordinaria a quello che fu lo spirito di “Gattosardo” raffigurato sulle pagine di Dagospia come un capo indiano. D’Agostino, che ha rivelato in una intervista di aver avuto l’ex presidente come prezioso informatore, e anche più, in questi anni, ha voluto ricordarlo fuori dalle righe, come a lui sarebbe piaciuto.
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o, essendo calunniato, non rispondere con calunnie o, essendo odiato, non dare spazio all’odio senza tuttavia parlare troppo saggio….
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori nello stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui…
Se sai guardare le cose per le quali hai dato la vita distrutte e sai ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori….
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo e così resistere quando in te non c’è più nulla tranne la volontà che dice loro tenete duro…..
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere la tua normalità….
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: tua è la terra e tutto ciò che vi è in essa e, quel che più conta, tu sarai un uomo.
P.S.
Un amico mi segnala che il signor Inzerilli sarebbe un ex generale che faceva parte della struttura Gladio che, anche nella nostra città, aveva dei “rappresentanti” alcuni dei quali ancora in circolazione. Ciò non cambia il mio giudizio sulla originalità del necrologio, fatto col cuore, è chiaro, per un uomo che della Gladio, almeno stando a quanto si dice, era stato il fondatore. La storia dirà
se fu veramente una difesa dall’eventuale minaccia rossa o un disegno eversivo.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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