MEROLONE TORNA IN RAI, IL PROGRAMMA LO PAGHIAMO ANCHE CON I NOSTRI SOLDI

Non fosse per Dagospia, il seguitissimo sito di gossip e non solo, nulla avremmo saputo del faraonico contratto stipulato tra la Rai e la “suocera” del presidente della Camera e nulla avremmo saputo della sponsorizzazione che la Regione Calabria ha accordato al programma  “La giostra sul Due” che delizia ( si fa per dire) i pochi telespettatori che, in queste mattinate d’agosto, per vari motivi, sono costretti a stare in casa.
Dagospia si occupa di questo programma che ha salutato il rientro ufficiale in tv (finora c’erano state saltuarie ospitate) di Valerio Merola, conosciuto, con allusione alle sue “qualità” di maschio latino, come “Merolone”.
Anche se uno dei critici che più apprezzo, Aldo Grasso del “Corriere”, non ha trovato poi tanto sorprendente il ritorno di Merolone, anzi è stato piuttosto tenero con l’aitante, abbronzatissimo in ogni stagione, e sempre sorridente showman, non posso che condividere quanto sostenuto da D’Agostino, secondo cui trattasi d’un programma di pessima qualità.
 Su questo recupero di Valerio Merola, esistono varie tesi, a cavallo tra il pettegolezzo e la diffamazione: non mi ci vado certamente a ficcare dentro, ma non posso fare a meno di osservare, da telespettatore incuriosito dalla recensione di Grasso, che si tratta non soltanto di un contenitore di banalità estive, e questo potrebbe anche essere giustificato, ma di un vero e proprio prodotto da quella che, con linguaggio un pò scurrile, Dagospia classifica come la Rai del c…….
Trovo piuttosto scandaloso che denaro di noi contribuenti venga speso per sponsorizzare un programma che non so quanto possa giovare all’immagine della Calabria, dove la gente paga ogni giorno il conto di una realtà economica e sociale drammatica.
Ai calabresi viene propinato Merolone, tanto nessuno si lamenta, lo fa solo l’assessore reggino al turismo e spettacolo, detto anche l’assessore del c…. per via della sua professione (è urologo) che, presentando una delle rare iniziative dell’estate reggina al risparmio (tanto i soldi, a fiumi sono stati già spesi negli anni scorsi) ha detto di sentire “la mancanza di radio RTL” che, comunque, continua ad imperversare in terra calabra. Qualcuno paga, anche se il Comune di Reggio non ha trovato qualche centinaia di migliaia di euro: non credo che i cittadini si stiano stracciando le vesti e facciano cortei di protesta, mentre manca l’acqua in tanti rioni, i depuratori funzionano poco e male, la disciplina del traffico è inesistente. 
Ma non vi preoccupate, ci pensa Merolone, tanto a pagare è…Pantalone. 
MEROLA E LA CANCELLIERI

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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