
Qualcuno dei miei affezionati lettori certamente ricorderà il Candido, la bella rivista di satira, ma anche di altro, diretta da Giovanni Guareschi, lo scrittore emiliano noto per la serie di Don Camillo e Peppone.
C’era una vignetta nella quale era raffigurato un ometto con tre narici (i famosi trinariciuti, come Guareschi definiva i comunisti più ortodossi)che pronunciava una frase diventata famosa:”contrordine compagni”. Era l’annuncio della revoca d’un ordine dei capi del partito di Togliatti che, però, era stato interpretato in maniera del tutto opposta.
Il “contrordine compagni” arriva dall’ineffabile Michele Santoro, comunista (forse) milionario (sicuro) che ha deciso di annullare l’accordo a suon di bigliettoni che stava per firmare con la Rai, purchè togliesse il disturbo e la piantasse col suo “Annozero”. Niente buonuscita da Paperon dei Paperoni: Santoro si…..accontenterà delle 7-800 mila euro l’anno di stipendio che attualmente mamma Rai gli versa.
Certo, da veterocomunista col conto in banca, il buon Santoro non poteva tollerare che venisse sbandierato ai quattro venti il quantum che avrebbe percepito, nell’ordine di una ventina di miliardi del vecchio conio, per dirla con Bonolis. E così ci ha ripensato, con buona pace di tutti, anche io mi sento più tranquillo.
Che ne direste se anche Santoro, seguendo l’esempio di chi guadagna moltissimo, destinasse una parte dei proventi quale contributo al Governo che in queste ore ha varato misure pesantissime per non farci fare la fine dei greci?.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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