
Con la morte di Giuseppe Reale scompare una figura di primo piano della politica calabrese. Lui che non era reggino di nascita, amò questa città che lo aveva adottato da austero professore di lettere fino al punto da diventarne uno strenuo difensore all’epoca dei cosiddetti “moti” per il capoluogo di regione.
Peppino Reale, come lo chiamavano gli amici e i tanti estimatori che tuttora lo circondavano col loro affetto, pagò anche un prezzo politico, all’interno della Dc, nonostante il grande consenso che raccoglieva alle elezioni.
Finita la parentesi parlamentare, fatta di quattro intense legislature, Reale si era defilato, inseguendo il suo ultimo sogno, quello di dare vita ad una banca popolare tutta calabrese, anzi reggina.
A lui Reggio deve molto: senza il suo spasmodico impegno non sarebbero nate due università, la Mediterranea e quella per stranieri, nè avremmo avuto l’accademia di belle arti, il Conservatorio di musica e tante altre iniziative di stampo culturale ed editoriale.
Breve la sua esperienza da primo cittadino, in tandem col vulcanico vice Amedeo Matacena senior, il “re” dei traghetti privati col pallino della politica, un altro innamorato di Reggio che, al pari di Reale, non ha ricevuto le riconoscenza che avrebbe meritato.
Un ricordo personale le sue telefonate domenicali al giornale per chiedere sostegno nel difficile compito di guidare la città nei mesi angosciosi del dopo tangentopoli, si trattava di raccogliere le macerie lasciate da una classe politica inetta e corrotta.La limpidezza dei comportamenti, l’onestà oltre ogni limite, sono state le componenti essenziali d’una lunga esistenza al servizio della gente, nel rispetto dei dettami evangelici.
Peppino Reale trasferisce la sua “residenza” nel regno dei giusti, illuminato da una fede incrollabile che, fino all’estremo, gli ha dato consolazione. Addio professore, non dimenticherò il suo sorriso sornione sotto la barbetta quando ci salutavamo uscendo da messa.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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