LOIERO AMMAZZATO (POLITICAMENTE) DAL FUOCO AMICO


Non si dà pace il governatore uscente, e non rientrante, della Calabria Agazio Loiero da Santa Severina che ancora non si è svegliato e, come se avesse fatto un brutto sogno, non riesce a capacitarsi sul come e sul perchè gli elettori calabresi gli abbiano inflitto una batosta così solenne che non ha eguali a memoria d’uomo nella storia politica regionale.
Giuseppe Scopelliti, Peppe per gli amici e i numerosi compari sparsi un pò dovunque, gli ha sfilato la poltrona con un successo così chiaro e netto da non dare luogo ad alcun tipo di recriminazione.
Il re è morto, viva il re, usavano dire ai tempi della rivoluzione francese, quando ancora, per selezionare la classe politica, (si fa per dire) veniva usato uno strumento chiamato ghigliottina.
Loiero, col suo circo di portaborse, portavoce, addetti stampa in quantità, “consiglieri” a libro paga, ingombranti giornalisti delle cui doti di menagramo tutti in Calabria sono a conoscenza, tranne lui, avrà tempo per meditare su questa sconfitta che mi ha riportato alla memoria un episodio di qualche anno fa.
Il buon Agazio lo avevo incontrato una notte, tornando dal lavoro: era stato a bussare alla porta di “amici” messinesi dopo la trombatura elettorale, accompagnato dalla sua musa ispiratrice del tempo, aveva ottenuto una collaborazione col giornale, allora, più diffuso.
Ma un vecchio navigatore della politica come lui non ci aveva messo molto a tornare in sella e a dimenticare chi, nei momenti bui, gli aveva teso una mano: da quando era riuscito ad impossessarsi del “trono” maldestramente occupato dal barzellettiere Chiaravalloti, aveva fatto altre scelte, diciamo così, editoriali.
E’ finita come è finita, con una violenta campagna anti Scopelliti che ha finito col provocare una reazione contraria nell’elettorato calabrese che, in fondo, tanto stupido non è, e ne abbiamo avuto la dimostrazione. Alla gente i personaggi equivoci, lobbisti, voltagabbana a pagamento, non piacciono e nel segreto dell’urna hanno scelto il Peppe show decantato sulle colonne del Corriere da Gian Antonio Stella.
Colpito dal fuoco di chi credeva amico, Agazio (che strazio quella sua ultima apparizione in tv dopo la mazzata) che ha perso i buoi, come recita un antico proverbio contadino, e adesso va cercando le corna. A Scopelliti toccherà raccogliere le macerie lasciate da Loiero e compagnia, e non sarà facile, anche perchè quello che è stato definito lo tsunami politico calabrese, non ha portato via che una piccola parte di quella classe politica incapace e rissosa che abbiamo avuto tra le scatole negli ultimi anni. Auguriamo a Giuseppe Scopelliti che seguiamo da quando, quasi coi pantaloni corti, iniziò la sua fortunata carriera politica, tutto il bene possibile, nell’interesse d’una Calabria che non ha bisogno di proclami, belle parole, promesse mirabolanti. Tiriamoci tutti sù le maniche, è l’occasione per far vedere al resto d’Italia che anche quaggiù i miracoli sono possibili.
Dimenticavamo: anche nella notte di festa, per la storica vittoria del reggino Scopelliti, che fa rialzare la testa alla città, i soliti incendi dolosi hanno sinistramente illuminato vari quartieri. Comunque, auguri al nuovo governatore e che il Signore lo illumini.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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