SCOPERTI 101 LUOGHI ADATTI PER DICHIARARSI A CHI SI AMA

Sono due le radio romane che seguo con assiduità e che mi tengono compagnia anche nelle ore notturne, durante i viaggi in auto: si tratta di Radio Rock, sì quella della famosa notte del terremoto de L’Aquila, e Radio sei, che è l’emittente ufficiale dei tifosi laziali.Io, che di fede calcistica, sin da bambino, sono romanista, amo ugualmente questa radio che ho scoperto quando a guidarla era un personaggio assai noto nella Capitale, Gianni Elsner, anche lui romano d’adozione, già parlamentare radicale, promotore di varie iniziative socio-culturali, tifosissimo dei colori biancazzurri.
Elsner è scomparso qualche mese fa, al suo funerale, come s’usa dire, c’era mezza Roma, a suo nome è stata intitolata una Fondazione, la radio va avanti come se lui fosse sempre presente, coi “ragazzi” che in oltre trent’anni ha allevato.In occasione della festa degli innamorati che continua ad essere onorata alla grande, con enorme consumo di fiori, dolci, regali d’ogni genere, Radio sei ha ospitato una giovane scrittrice, Valeria Arnaldi, che ha appena sfornato, per i tipi della Newton Compton un interessante volume che propone 101 luoghi di Roma, adatti, secondo l’autrice, per gli incontri amorosi, ma anche per una riscoperta di paesaggi, scorci particolari, edifici e monumenti che anche i romani neppure conoscono o, se sanno che esistono, non li hanno mai visitati.
E così, in attesa di correre in libreria, come avranno fatto tanti degli ascoltatori di Radio sei, per un regalo originale il giorno di San Valentino, ne ho gustato un anticipo grazie all’autrice. Ho appreso, ad esempio, che c’è un portone, in zona Aventino, dal quale, guardando dal buco della serratura, si può, attraverso il giardino del palazzo, godere la vista di San Pietro.
Una delle tante “chicche” che Valeria Arnaldi ha scovato per consigliare a chi deve dichiarare il suo amore, magari offrendo l’anello con la promessa di matrimonio, il posto migliore per creare l’atmosfera più adatta
Radio sei, come fanno anche emittenti private d’altre città, mette in palio premi per chi azzecca risultati e marcatori della squadra del cuore, dando spazio, oltre ai fedelissimi laziali, anche ai romanisti che, in questo momento, certamente non soffrone le pene degli uomini di Lotito. Così Gianni Elsner aveva voluto e così Federico e gli altri (perdonantemi, non conosco i nomi di tutti) fanno. Radio Rock e Radio sei, ognuna per la sua parte, svolgono ruoli importanti in una metropoli attraversata da lingue, tradizioni, storie, passioni, al servizio degli ascoltatori con un rapporto diretto e insostituibile.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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