TRA AGAZIO, PEPPE, PIPPO, ROBERTO, E FORSE QUALCHE ALTRO, AGLI ELETTORI CHI CI PENSA?

Quando penso ai poveri elettori calabresi, almeno a quelli che non intendono rinunciare al sacrosanto diritto al voto, che sono chiamati a scegliere tra personaggi come Agazio Loiero, detto anche mister scaricabarile, Peppe Scopelliti, il sindaco più amato dai reggini, benedico il momento in cui ho deciso di trasferire altrove la mia residenza.
In tanti, anche loro come me da anni ospiti della città eterna, dove esercitano con onore importanti professioni, hanno preso parte alla “parata” organizzata dal tandem Alemanno-Scopelliti, per saggiare la disponibilità dei calabresi residenti a Roma e indurli a far votare (loro non possono) almeno i parenti che stanno giù per il sorridente Peppe, accompagnato dalla consorte e dalla immancabile assessoressa ai grandi e piccoli eventi che, crediamo, abbia assicurato al governatore in pectore ampia messe di voti, almeno nelle zone aspromontane di provenienza.
Certo, qualche alternativa gli elettori che da tempo non digeriscono più Loiero e, almeno quelli di altre province calabresi, che Scopelliti non lo “sentono”, ce l’avrebbero, come ad esempio il buon Pippo Callipo per il quale si stanno spendendo Tonino Di Pietro e l’ex magistrato Luigi De Magistris.
Una cosa è certa: la confusione regna sovrana tra primarie che saltano, accordi Pd-Udc che da una parte vengono confermati e dall’altra smentiti, la faccia pulita del deputato Occhiuto, caro a Casini, le pesanti accuse ad una parte della classe politica regionale rivolte da Angela Napoli da tempo non più amata da alcuni big del suo partito.
Che dire della Lo Moro, che va alla convention di Di Pietro, ma che precisa di essersi già schierata, dalla parte di Occhiuto. Bella riconoscenza nei confronti di Agazio che l’aveva imposta come assessore alla sanità.
Anche se ormai, per conoscere tutte, o quasi, le notizie, bisogna comprare almeno tre quotidiani regionali, su una cosa c’è certezza: Domenico Crea aveva la “copertura” niente popòdimeno, come avrebbe detto Mario Riva, di Marco Minniti, la testa più lucida del Pd, fresco di divorzio da Massimo D’Alema.
Agazio, dopo le rassicurazioni di Marco, uno che in certi ambienti è ben introdotto, dormiva tranquillo, tra una nomina e l’altra, una consulenza e l’altra, circondato da un nugolo di portaborse che vivono adesso nel terrore di dover abbandonare le loro cadreghe, per dirla alla milanese.
Il tutto sulla pelle dei poveri elettori calabresi, quelli che, ragionando con le loro teste, stanno da una parte o dall’altra. Tra Agazio, Peppe, Occhiuto, Callipo, e forse qualche altro, che Dio salvi la Calabria.

Nella foto: Pippo Marra e Corrado Calabrò, due calabresi illustri

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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