PROMESSA SPOSA DEL MOSTRO, CHE SQUALLIDA ESIBIZIONE!

Quello che è accaduto nel pomeriggio di oggi durante la trasmissione l’Italia sul Due, condotta da Milano dal collega Milo Infante e, da Roma, dalla ex suorina di “A sua immagine”, poi trasformatasi in show girl, Lorena Bianchetti, ha dell’incredibile.

Il clou del programma, secondo l’intenzione degli autori doveva essere quella che è stata presentata come un’esclusiva, cioè la presenza in studio a Roma della giornalista Donatella Papi, che sta vivendo il suo momento di notorietà dopo che sui giornali è apparsa la notizia del prossimo matrimonio con l’ergastolano Angelo Izzo, uno dei cosiddetti mostri del Circeo che, tornato in libertà, si è reso responsabile di un duplice omicidio e si è preso una condanna a vita.
La signora Papi, già consorte di uno dei figli di Amintore Fanfani, ha dato lettura di un suo “comunicato” del resto già letto durante altra intervista a Canale 5, sempre in esclusiva, col quale annuncia di credere all’innocenza di Izzo e di essere in grado di dimostrarlo facendo riaprire i processi.
Gli ospiti a Milano, tra cui la direttrice di Diva e Donna, Silvana Giacobini, l’attrice Lella Costa, ed altri personaggi sono insorti e, tranne la Giacobini, hanno abbandonato la trasmissione in segno di solidarietà con le famiglie delle persone uccise da Izzo, del resto reo confesso, come ha confermato lo stesso legale, avvocatessa Lucia Fusco, presente assieme ad un attonito Nino Marazzita che ha preso le distanze dicendosi pentito di aver accettato l’invito. Mentre Infante cercava di mettere una pezza, la Papi tentava di spostare il discorso sul piano sentimentale e la Giacobini si produceva in un durissimo intervento dando della mercenaria alla promessa sposa dell’ergastolano, la Bianchetti dava la parola alla sorella di una delle vittime della strage del Circeo, la povera Rosaria Lopez, amica di Donatella Colasanti che si salvò fingendosi morta.
Via telefono, la congiunta della sfortunata ragazza violentata e seviziata da Izzo e dai suoi degni compari, ha urlato tutto il suo sdegno invitando la ormai disorientata Papi ad avere rispetto per chi ha perso i suoi cari.
Un esempio di pessima televisione, per la gestione del programma da parte dei conduttori, sui quali certamente si abbatterà una valanga di critiche. La telenovela delle nozze tra la bionda collega romana e il feroce criminale che si vorrebbe far passare per innocente non finirà tanto presto, l’augurio che la tv, almeno quella di Stato, non cada più in errori del genere.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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