
Il nostro ultimo incontro la scorsa primavera ad Ischia, nell’albergo, l’Ambasciatori che, da qualche anno, mi ospita per periodi di riposo nell’isola verde, accolto con affettuosa amicizia dai cugini Conte.
Renato Profili, prefetto a Messina, Palermo e Napoli, già giovane funzionario a Reggio Calabria, si è spento dopo una breve ma inesorabile malattia: la notizia l’ho appresa dal telegiornale regionale della Campania e ne sono rimasto particolarmente scosso. Renato era un amico ed in rapporti eravamo rimasti anche dopo che lasciò Reggio per avviarsi verso una prestigiosa carriera. Ci eravamo ritrovati a Messina, dove lui era stato nominato prefetto: Una sera lo vidi arrivare al giornale e fu un incontro particolarmente intenso, parlammo a lungo di questioni calabresi, volle informarsi anche su alcune vicende messinesi, ci sentivamo spesso.
Ad Ischia, dove trascorreva i pochi giorni liberi che il lavoro gli lasciava, in una città di frontiera come Napoli, amava giocare a carte con amici e sceglieva la quiete dell’Ambasciatori, nella saletta ovattata che è stata la sede del nostro ultimo abbraccio. La malattia aveva già lasciato sul suo fisico i primi segni, ma lo trovai sereno, tutto preso dalla sua nuova attività al ministero dell’Interno. Ora che stai anche tu nella Capitale, mi disse, vieni a trovarmi, andiamo a mangiare una pizza, napoletana s’intende.
Non è stato possibile, caro Renato, ma forse, chissà, da qualche parte un domani potremmo anche rivederci. Io ci credo.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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