SCUSATE IL RITARDO, STO LAVORANDO PER LA CATEGORIA

Gli amici che seguono abitualmente il mio blog possono stare tranquilli: questo mio rallentamento dell’attività non è dovuto, per fortuna, ad altri motivi. E’ accaduto che l’Ordine nazionale dei giornalisti mi ha rinnovato la fiducia e sono stato chiamato a far parte della commissione per gli esami di Stato e, per qualche tempo, sarò impegnato nella Capitale, dove peraltro ormai risiedo quasi in pianta stabile, nella correzione degli elaborati degli oltre 400 candidati che sperano, dopo aver superato anche l’esame orale, di ottenere il titolo di giornalisti professionisti.
Un impegno notevole delle commissioni miste giornalisti-magistrati, senza dubbio un’ esperienza che, in qualche modo, ti arricchisce e ti mette a contatto con le nuove leve della nostra professione.
Il tasto dolente è costituito dalle scarse prospettive occupazionali per tanti giovani, ai quali, come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, il futuro riserva rare occasioni di inserimento nel cosiddetto mercato del lavoro, al di fuori delle collaborazioni saltuarie o assunzioni a termine, insomma tutto ciò che forma il cosiddetto precariato.
L’essere impegnato per quasi tutta la settimana, non m’impedisce di seguire le vicende della mia città, il lento ritorno alla normalità nelle zone devastate dall’alluvione messinese (alla città peloritana sono legato particolarmente, per avervi trascorso lunghi anni, da studente prima, da giornalista poi) e della sempre più sconcertante Reggina.
Mi ero riproposto, anche per una sorta di scaramanzia, di non occuparmi dei baldi (si fa per dire) ragazzi di mister Novellino, ma i tanti reggini emigrati di lusso (come amo definirli) a Roma mi hanno chiesto di rendermi interprete delle loro ….. sofferenze.
Non sappiamo come andrà a finire con la guida tecnica, se l’ex allenatore di Samp e Torino resterà in riva allo Stretto, oppure sarà costretto a tornarsene a Perugia e godersi i soldi che il lauto contratto gli garantisce anche da disoccupato.
Trovare un allenatore che venga a Reggio per affrontare una assai improbabile marcia d’avvicinamento alla zona promozione, e qui ci vorrebbe una cura davvero miracolosa, non pensiamo sia cosa facile. Il progetto e le speranze, solo qualche mese fa, avevano illuso la tifoseria che adesso si è accorta di essere stata presa per il c….. dal tandem Foti-Martino. Soltanto una inversione di tendenza straordinaria, infilando vittorie dietro vittorie, potrebbe riportare il sereno al Granillo.
Una cosa è certa: stavolta, se non si cambia registro, il distacco tra la gente e la società diventerà difficile da colmare. L’autunno del patriarca Foti è già cominciato.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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