LE LIRICHE DI GENNY NERI, QUANDO I SOGNI DIVENTANO POESIA

Per l’Anagrafe si chiama Genoveffa Neri, ma per tutti è Genny, la giovanissima poetessa di Pellaro, allieva del primo liceo scientifico che, da anni, invece del solito diario cui le ragazzine da poco diventate adolescenti affidano i loro sogni, le speranze, le sensazioni dell’età più bella, preferisce farlo con i versi.
Le sue sono, soltanto in apparenza, liriche che sanno di freschezza, di sentimenti genuini e lasciano intravedere una vena ancora tutta da esplorare. Genny Neri è cresciuta in una famiglia dai sani principi, in compagnia di tre fratelli, sotto le tutela della mamma Pina e del papà Vincenzo, instancabile lavoratore.
Ai miei lettori voglio proporre due delle poesie che questa ragazza, che si affaccia al mondo degli adulti, e mostra una maturità insolita per la sua età, ha composto perchè sono certo che di lei sentiremo parlare.
Vi si coglie una profondità di sentimenti tutta ancora da esplorare, mentre i primi turbamenti sono il segnale del trapasso tra la fanciullezza e l’adolescenza, la cosiddetta età difficile, anche se per Genny non è così.
MAGICA SERA
Incontrarti per caso
in una magica sera.
Ho cominciato
a sognare,
a piangere,
a sorridere,
a pensare.
Momento soave
che non mi fa fare a meno
del tuo dolce sorriso,
àncora della mia vita.
PER UN ATTIMO
Per un mese ti ho sognato,
per un giorno ti ho guardato,
per un attimo non ho smesso
di amarti,
per un attimo
ho sperato
che durasse per l’eternità.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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