REGGIO CITTA’ METROPOLITANA, MA SOLO SUI CARTELLI

Accompagno amici romani venuti a trovarmi per visitare Reggio, la giornata è calda ma luminosa, lo spettacolo che offre lo Stretto è incomparabile, ma c’è un ben altro spettacolo che ci attende, non lontano da Villa San Giovanni.
Quasi allo svincolo di Bolano, che porta verso il noto ristorante Kalura, diventato ormai meta di migliaia di persone, nelle serate particolari che il gruppo Romeo organizza, un cartello dà il benvenuto a Reggio, città metropolitana.
Ma il pericolo è in agguato: poco distante, due enormi cumuli di rifiuti, una discarica a cielo aperto, lontana dai regolamentari cassonetti: c’è un pò di tutto, dai materassi ai servizi igienici sostituiti da qualcuno, ad una bicicletta arrugginita, oltre ai “normali” sacchetti di plastica, bottiglie, insomma di tutto di più.
La faccia, come si suol dire, m’è cascata per terra, ho cercato di farfugliare una qualche giustificazione accompagnata da una pietosa bugia (i netturbini in sciopero) ma ho notato lo sconcerto sul volto dei miei ospiti. Mi sono rifatto, in qualche modo, quando li ho portati sul Lungomare, al solito intasato dalle auto e con enormi difficoltà di parcheggio, ho potuto offrire loro un ottimo gelato al Sireneuse (ex Logiudice, per quelli della mia generazione) ma quando ho pensato di andare a visitare il Duomo, un’altra brutta esperienza. La via Gulli bloccata da un camion con le quattro frecce, sul marciapiedi qualcuno ha lasciato un’auto in sosta e non si passa. Dopo un pò vengono avvisati i vigili, mentre il caos aumenta, arriva un carro attrezzi, tra lo strombazzare di automobilisti già resi nervosi dal gran caldo, la multa appiccicata sul parabrezza e via.
Mi dicono alcuni abitanti della zona che è storia di ogni giorno, così come su quel tratto della via Marina alta dove ci sono degli uffici, auto in doppia fila, per cui bisogna invadere la corsia degli autobus col rischio di trovarsi un mezzo dell’Ama di fronte. Reggio città metropolitana, ma solo sui cartelli, almeno per ora.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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