ARCHI, QUEI TELEFONI MUTI E IL CORAGGIO DEL PRESIDENTE LEO

Il problema della carenza idrica a Reggio non è certamente una novità, da anni la città soffre la sete, anche in periodi non estivi, si va avanti scavando nuovi pozzi, in attesa che il “miracolo” avvenga con il completamento dei lavori di costruzione della diga sul Menta.
Interi quartieri, da un momento all’altro, restano con i rubinetti a secco, come è avvenuto ad Archi nelle ore precedenti la festività ferragostana, ma la cosa sarebbe passata sotto silenzio, o quasi, se non fosse stato per lo sfogo del giovane presidente di Circoscrizione, Leo, raccolto dai microfoni di Reggio Tv e ripreso dagli organi d’informazione.
Quella di Leo è stata una analisi amara quanto spietata della situazione di alcune strutture comunali rimaste sorde ai disperati appelli di chi deve rendere conto alla popolazione esasperata in giornate di grande calura. Tutti in vacanza, telefonini chiusi, senso di frustrazione del presidente Leo, finalmente l’intervento di chi di competenza, ma ugualmente un grave disagio per migliaia di persone.
Reggio città del superfluo e degli spettacoli, anche molto costosi, di mostre le più svariate spacciate per grandi eventi altrove costati molto meno, Reggio che non riesce ad assicurare, nonostante qualche “passerella” con sindaco in testa, il liquido più prezioso. Il reggino è paziente, sopporta, anche se l’acqua, quando c’è, è salata o addirittura emana un fetore insopportabile, la sera, per dimenticare, si va a passeggio sul Lungomare dove la nostra amministrazione ha pensato a far divertire, gratis, i reggini, anche se qualcuno paga, eccome.
Sinceramente sono rimasto particolarmente colpito dallo sfogo dell’amministratore di quartiere, che ha avuto coraggio nello sferrare l’attacco alla “corazzata” di palazzo San Giorgio. Continui così, non avrà la simpatia dei padroni del vapore guidati da Scopelliti, ma certamente il consenso dei cittadini, e non solo di quelli di Archi.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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