Ci sta lavorando da tempo con grande impegno, Gaetano Labate, al suo nuovo documentario destinato a ripetere il successo ottenuto con quello rievocativo del disastroso terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse Reggio e Messina, nonchè numerosi centri dell’interno sulle due sponde, provocando migliaia di vittime.
Il noto regista e documentarista reggino, infatti, pensa a un lavoro che riporti alla luce gli anni della Belle epoque reggina, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
Da quanto è stato possibile apprendere, a seguito di minuziose ricerche iconografiche, Labate è riuscito a ricostruire un periodo storico della città che ha riservato parecchie sorprese, per cui anche stavolta dovrebbe venirne fuori un piccolo capolavoro, sulla scia dei dvd sulla storia di Reggio e sul tiranno Anassilao.
Intanto, in quegli anni, era un fiorire di iniziative editoriali, anche se mancava un quotidiano locale, poi verranno le avventure di Orazio Cipriani col suo Corriere di Reggio e di Filippo Rizzo con la Voce di Calabria.
In città circolavano fogli dal carattere estremamente….pungente, nel senso che gli amministratori dell’epoca venivano continuamente messi sotto accusa, anche di fronte a problemi che, oggi, ci appaiono banali, ma allora i cronisti non perdonavano ai responsabili della cosa pubblica la benchè minima distrazione, fosse una semplice buca stradale, la carenza d’acqua, l’igiene scarsa, tutte cose che, a distanza di tanto tempo, appaiono estremamente attuali.
Ma Reggio nel periodo della belle epoque era anche cultura, spettacoli d’alto livello, giornalismo satirico, politica, insomma era una città vivace sotto tutti i punti di vista-
Aspettiamo con ansia questa nuova impresa di Gaetano Labate del quale va ricordato l’impegno civile, da cittadino e da cineasta, nel tentativo di portare sempre più in alto il vessillo della Reggio bella e gentile. Siamo certi che anche stavolta sarà un successo.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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