
Ha fatto la sua bella figura, l’altra sera in via Margutta, dove ha ricevuto l’ennesimo prestigioso premio, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. Ormai il ragazzo è maturato, se la cava discretamente nei discorsi anche improvvisando, insomma, si farà. Intanto, comincia a respirare l’aria romana, ci si dovrà abituare se, come pare, il suo cammino politico lo porterà, tra qualche anno, a Montecitorio.
Nel corso della splendida serata del Modart, la manifestazione “inventata” da Giovannone Morabito, un reggino che nella Capitale s’è affermato, Scopelliti è stato in ottima compagnia: infatti, ha ricevuto il premio assieme al collega sindaco di Roma, e anche compagno di partito, Gianni Alemanno, e al presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, noto anche per essere il fratello dell’attore diventato notissimo nell’interpretazione del commissario Montalbano.
Morabito ha portato sulla scena della strada degli artisti, trasformata in passerella, attori come Michele Placido, Claudio Santamaria, Gianfranco Jannuzzo, e la giovanissima interprete della fortunata serie “I Cesaroni”, Alessandra Mastronardi.
Tra i premiati, Emmanuele Emanuele, per la sezione poesia, Jamal Taslaq, per la moda, Philip Rylands, per l’arte, Marco Buticchi per la letteratura e Linda De Santis per il giornalismo. Federica Ugolini e Alessandro Manieri hanno condotto egregiamente la serata, che ha riservato al pubblico delle tante signore eleganti presenti, una sfilata di modelli dello stilista Taslaq, di bijou di Naniski, gli accessori d’arte di Yuki e le borse di Valentina Frontoni.
Il premio Margutta, di cui è presidente onorario il regista Gabriele Salvatores, è stato realizzato dall’artista Angela Pellicanò, anch’essa reggina.
I calabresi “emigrati” a Roma si sono sentiti per una sera particolarmente orgogliosi, e soddisfatto sarà anche l’amico Morabito, che porta in alto il vessillo della nostra regione. Peppe Scopelliti è stato re, anche se per una notte, dimenticando le recenti amarezze d’una campagna elettorale che gli ha riservato qualche delusione.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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