CROLLA IL PDL A REGGIO, IL POTERE LOGORA ANCHE CHI CE L’HA

Sarà stato l’appiccicoso scirocco di questi giorni ad annebbiare le idee degli elettori reggini e della provincia: fatto sta che per il Cavaliere, cui erano state fatte mirabolanti promesse, dopo la nomina di Giuseppe Scopelliti, detto anche Peppe Show, a coordinatore regionale del Pdl, è finita piuttosto maluccio.
Sarà stato che il buon Giuseppe s’è un tantino distratto, tra un premio e l’altro in Italia e anche all’estero (venerdì 12 riceverà l’ennesimo a Roma) oppure ha pensato che sarebbe bastata la parola, come nella famosa pubblicità d’un confetto lassativo, per convogliare migliaia di votanti entusiasti di affidare le sorti della Calabria in Europa ai vari Pirilli, Pedà e Giacomino Mancini. A proposito di quest’ultimo, folgorato sulla via di Arcore, con qualche pranzetto anche a palazzo Grazioli, credo che suo nonno, il grandissimo politico Giacomo senior, non sia stato tanto tranquillo nella tomba nella quale riposa, dopo una vita da socialista, sempre e comunque.
A quei reggini di buona memoria, alcuni dei quali, mi dicono, lo hanno anche contestato nel corso del comizio di piazza Duomo, saranno tornate alla mente le infuocate giornate della rivolta per il capoluogo, per cui vedere quel giovanottino sorridente accanto a Scopelliti, ha fatto loro un certo effetto.
Facce tristi dei trombati, in attesa di trovare comunque una qualche poltrona, dopo tutto si sono sacrificati per noi, compreso Pirilli, che a Messina ricordano soprattutto per la sua pernacchia in pieno consiglio comunale, quando guerreggiava (politicamente, s’intende) sotto le bandiere almirantiane.
Se li sarebbe fatti tranquillamente altri cinque anni al Parlamento europeo, lui, ma la gente l’ha pensata diversamente e lo ha rispedito d’urgenza a Messina. Una sonora lezione d’umiltà per Scopelliti e i suoi corifei, il potere talvolta logora anche chi ce l’ha.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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