IL DISAGIO DI VIVERE NELLE OPERE DI VITTORIO FORMISANO

Ancora un appuntamento artistico di grande livello alla galleria Monogramma, in via Margutta a Roma, di cui è titolare il reggino Giovanni Morabito.
S’inaugura, infatti, e resterà aperta fino al prossimo 1 luglio, la personale di Vittorio Formisano, alla quale è stato dato un titolo intrigante “Totem”.
Per Formisano, come si legge nel catalogo a cura di Rosanna Fumai, grande importanza riveste il colore. Talvolta è denso e pastoso, qualche altra è liquido e in apparenza trasparente, ma sempre grandi, spaziose campiture diventano la base per l’affascinante realizzazione del suo pensiero poetico. I colori utilizzati assumono consistenza grazie all’uso di materiali differenti come smalti lucidi e compatti, olii stratificati e cristallini, inserti extra pittorici a creare impasti grassi di materia e contenuti.
Sarà possibile visitare la mostra tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle ore 10 alle 13, e dalle 16 alle 19,30. In circa dieci anni d’attività, Vittorio Formisano ha lavorato per serie, riproducendo in modo ossessivo i suoi solitari personaggi. Figurine disegnate, talvolta solo abbozzate con apparente crudezza, emergono a fatica da un fondo denso di materia e di memoria e lasciano intravedere teste reclinate, mani indicanti e bocche aperte a urlare parole mute.
E poi, segni, vocaboli incisi nel colore come graffiti, numeri, a segnalare un disagio che è un pò, come dice lui stesso, il disagio di vivere. Lo spazio dell’opera non presenta mai un’immagine con un vero e proprio centro ed una periferia, ma una distesa apparentemente piatta, che sembra quasi suggerire le possibilità di continuazione oltre i margini stessi del dipinto. Poi, ti avvicini, guardi con attenzione, e scopri che sotto, dentro la trama e l’ordito, si nascondono intere frasi, stralci di poesia, versi di un monologo interiore.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

Lascia un commento