TV SPAZZATURA, DALLE RISSE DI AMICI AI SOLDI DI FERDI

C’è chi la definisce televisione spazzatura, riprendendo una definizione della signora Franca Ciampi che, già qualche anno fa, quando era l’inquilina del Quirinale, non esitò nel criticare ferocemente quelle trasmissioni tipo Grande Fratello, La Fattoria, Uomini e donne, ed anche Amici, la cosiddetta fabbrica dei talenti.
Per uno che si afferma, infatti, centinaia di altri giovani aspiranti cantanti, ballerini o attori, vanno incontro a serie delusioni e alcuni di loro imboccano la strada delle frustrazioni, la depressione può giocare brutti scherzi.
Ad Uomini e donne, una vera e propria sagra della stupidità, negli ultimi tempi, come mi segnalano, la situazione è completamente sfuggita di mano alla signora De Filippi in Costanzo e si assiste, come Blob propone ormai quasi ogni sera, a risse da osteria condite da insulti triviali ed anche aggressioni fisiche.
La storia del programma ci ha insegnato, a partire dalla tormentata love story Costantino-Pierelli, che quasi nessuna delle coppie che dovrebbero formarsi e durare tutta la vita, ha resistito più di qualche settimana.
Serate in discoteca, qualche manciata di euro, poi il ritorno all’anonimato, al mestiere momentaneamente abbandonato con la speranza di farsi strada nel mondo dorato dello spettacolo.
Comprendiamo benissimo che, trattandosi di emittenza privata, gli organismi di vigilanza possono fare ben poco, se non controllare la pubblicità ingannevole o meno, ma anche la tv di Stato sta lasciando spazio a programmi non propriamente educativi.
Più che di tv spazzatura, si potrebbe parlare di televisione “tossica”, fortemente inquinante per le coscienze dei malcapitati spettatori.
Non incoraggiamo certamente le incursioni degli estremisti di destra, come è avvenuto alla presenza dei “eroi” del GF, il cui vincitore, il rom Ferdi, passa da un canale all’altro per difendersi da suo padre che, ora che il figlio ha qualche soldo, cerca di farsene dare un pò. Che spettacolo penoso!.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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