
Io e Lucio Battisti siamo nati nella stessa città, Rieti, ma lì non ci siamo mai incontrati anche se, in tempi diversi, abbiamo frequentato le stesse scuole elementari.
Che fossimo concittadini lo avrei scoperto molti anni fa, proprio ad Ischia, la meravigliosa isola che frequento fin da quando ero ragazzo e, trascorrendo l’estate in casa dei nonni materni a Pozzuoli, erano quotidiane le mie visite, viaggiando, senza pagare biglietto, sui ferry boat.
Battisti, allora pressochè sconosciuto, venne a cantare in un locale dal nome curioso, il “Rangio fellone”, che ha visto passare i più grandi artisti, nel corso di serate indimenticabili.
Questa esperienza artistica del Battisti prima maniera è stata ora raccontata dalla collega del TG5 Anna Maria Chiariello, che ad Ischia vive, in un libro che, con la prefazione di Peppino di Capri, è stato presentato giorni fa nel salone dell’hotel Punta Molino, che s’affaccia sulla splendida baia dominata dal castello aragonese.
Era un Battisti acerbo, quello che anch’io sentii cantare, accompagnato da un piccolo complesso, e in quell’occasione ebbi modo di scambiare qualche parola con lui e seppi essere nati nella stessa città. Lui, per la verità, non fu molto espansivo, ma era il suo carattere, e non me ne preoccupai molto.
Per anni, e lo faccio ancora, la sua musica mi ha accompagnato, durante il lavoro, nei lunghi viaggi in auto, alla radio che porto sempre con me, regalo d’uno dei miei figli.
C’erano gli ischitani che, allora, come me, avevano sentito il Battisti poco più che adolescente, e che hanno avuto l’occasione per ricordare i tempi in cui sull’isola verde approdavano artisti di fama internazionale. La Chiariello ha voluto cogliere questo aspetto della vita del riccioluto interprete di straordinari successi, che hanno fatto ballare e innamorare intere generazioni.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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