UN TERRIBILE BOATO E IL GRANDE TORINO SPARI’ PER SEMPRE

Ero bambino, ma ricordo di aver pianto, quella mattina di maggio quando sentii qualcuno urlare, all’uscita dalla scuola: era uno strillone del Tempo di Roma che annunciava l’edizione straordinaria sull’incidente aereo di Superga.
Allora vivevo a Rieti, la splendida città del Lazio dove sono nato e andavo alle elementari, a casa avevo tutte le figurine del giocatori del grande Torino, il mio idolo era Valentino Mazzola. Mio padre portò a casa i giornali, la televisione non c’era ancora, alla radio ascoltai il resoconto della tragedia, tanta gente era raccolta nei bar, tutti piangevano la perdita dei campioni d’Italia.Qualche anno dopo, occupandomi al giornale di sport, e girovagando sui campi di mezza Italia, ebbi modo di conoscere Vittorio Pozzo, l’indimenticabile commissario tecnico della nazionale due volte campione del mondo: curvo, avvolto in un lungo cappotto grigio, la chioma candida, prendeva appunti e, diligentemente, dettava agli stenografi della Stampa, pochi minuti dopo la fine della partita, come un cronista alle prime armi, l’articolo.Era toccato a lui, tra i rottami ancora fumanti, il triste compito di riconoscere i “suoi” ragazzi, a volta da un piccolo particolare fisico. I primi soccorritori capirono che si trattava dell’aereo con i giocatori del Torino quando videro uscire da una valigia semi aperta, le inconfondibili maglie granata.
Anch’io sono andato sulla collina di Superga, da dove, di mattina, Torino appare avvolta dalla nebbia, come quel giorno quando l’aereo, non si sa come, non si è mai saputo perchè, andò a sbattere contro la basilica, aggrovigliandosi in fiamme lungo un terrapieno. L’Italia sportiva precipitò in una cupa depressione, tutti i tifosi del Toro, a migliaia, si sentirono orfani, al cinema Raf Vallone, che sarebbe stato un giocatore granata, interpretava “Gli eroi della domenica” nel ricordo di quei ragazzi imbattibili che erano saliti in cielo, una domenica di maggio.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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