MATTINATA ROMANA ALL’INSEGNA DELLA BELLEZZA

La primavera romana è splendida, invita alle passeggiate nei parchi, che qui ci sono, e tanti, ti porta a spasso nel centro, nello sfolgorio di luci e colori, coi turisti che, a migliaia, sciamano tra i Fori adesso illuminati.
Le manifestazioni per il Natale di Roma attirano ospiti da ogni parte del mondo, si sente che qualcosa sta cambiando, dopo mesi davvero neri, come mi conferma un amico ristoratore che ha passato un inverno difficile, col locale, specialmente di sera, quasi sempre mezzo vuoto. E la notte romana, la famosa movida?, sembrava scomparsa per sempre.
Anche in giro nel mio quartiere, si fanno piacevoli incontri: c’è la biondissima Anna Falchi che attraversa la strada, avvolta in un vestito a fiori, poi s’infila sull’autobus, anonima tra la folla, solo qualcuno la riconosce, lei sorride.
Al bar, c’è la show girl emergente di mamma Rai, la napoletana Veronica Maya, senza trucco, in tuta e scarpe da ginnastica, va a fare la spesa come una sposina qualunque, è cordiale, insomma non s’è montata la testa, almeno finora.
Passeggia anche, col pancione, Monica Leofreddi, in attesa di fare finalmente la mamma e poi di tornare, spera alla grande, davanti ai riflettori degli studi televisivi. Saluta tutti, nel quartiere della Camilluccia è conosciuta, si ferma all’edicola, l’argomento è la magica Roma, oggi si “rosica” un pò per la vittoria della Lazio.
Il giornalista-divo per eccellenza, Michele Cucuzza, trascina un trolley, chissà dove sta andando, anche lui nella zona, dove ha vissuto a lungo Pippo Baudo, lo conoscono tutti. Bruno Mobrici, coi capelli sempre impomatati, finita la sua mattinata in Rai, se ne torna a casa, nel villaggio dei giornalisti. Fa il pendolare con Torino ed è sempre allegro, beato lui.
Un anziano signore prende il sole sotto gli alberi di piazza Rossi, è Guido Quaranta, famosissima firma de l’Espresso per tanti anni, temuto dai politici, guai a farsi sfuggire una battuta, inesorabilmente sarebbe finita nella sua rubrica, è ancora lucidissimo, un piacere scambiare qualche parola con lui.
Anche nella metropoli, se si vuole, c’è vita di quartiere, le iniziative non mancano, ci sono parecchie associazioni, gli anziani vengono seguiti, la Chiesa ha un ruolo importante. Godiamoci questa mattinata primaverile nelle città eterna, una giornata all’insegna della bellezza. Tutto il resto, conta poco.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

Lascia un commento