DA VELTRUSCONI AD ALEMANNO ROMA STA CAMBIANDO DAVVERO

Cosa è cambiato a Roma negli ultimi due anni? La città eterna sta lentamente mutando il volto, da quando al Campidoglio s’è insediato Alemanno che, per la verità, non mi è mai stato troppo simpatico, avendo una naturale idiosincrasia per la destra post fascista che, lui, al pari di Fini e di altri, incarna egregiamente.

Ma, alla luce di quanto ogni giorno, da uomo della strada, vedo, sia in centro che in periferia, debbo ricredermi sulle doti del genero del camerata Rauti, del quale ricordo un infuocato comizio a Reggio, piazza Italia, nei giorni caldissimi della lotta per il capoluogo “trafugato” dai catanzaresi.
Intanto, la sicurezza: da quando se n’è andato Veltroni, il buonista, il permissivista, il sindaco del facciamo largo a tutti, Roma non è più quel porto franco di clandestini che era fino a pochi mesi fa, quando i reati commessi da questa gente allo sbando erano numerosissimi e, girare di notte in alcune zone era davvero rischioso.
L’illuminazione è stata potenziata ed è iniziata una vera e propria guerra contro la prostituzione stradale che aveva raggiunto un grado d’intollerabilità davvero mostruoso, non era difficile, infatti, al calar della sera, vedere donne seminude e transessuali prestare la loro “opera” senza curarsi nè dell’orario, nè del luogo, nè della presenza di stupefatti cittadini e talvolta di mamme con bambini al seguito.
Anche la zona Termini, tradizionalmente off limits nelle ore notturne, è stata quasi completamente bonificata, l’altra sera, grazie alla collaborazione degli abitanti della zona, che hanno fotografato coi telefonini ed anche filmato dai loro balconi le cosiddette “lucciole”, a decine sono state prelevate e molte di loro rimpatriate perchè irregolari.
Da Veltrusconi o “er baracca”, come lo chiamavano i romani che non lo sopportavano più, ad Alemanno, con la sua faccia da furbetto, la differenza si vede, eccome. Nei quartieri, poi, è un fiorire d’iniziative, ne cito una per tutte, quella di domenica alla Caffarella, con la festa degli aquiloni. Quello che qualcuno ha definito il parco degli stupri, dopo i recenti episodi, è tornato ad essere uno dei luoghi preferiti dai romani, e non solo da loro, per lo sport, il divertimento dei bambini, la possibilità di trascorrere piacevoli momenti lontano dallo stress e dall’inquinamento della metropoli.
Veltroni pensava all’immagine, ai festival costosissimi, col suo incedere sorridente, all’americana, mentre Roma sprofondava nel degrado. Cambiare era necessario, speriamo si continui così, per farla tornare veramente la città più bella del mondo.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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